«E vanno pel tratturo antico al piano, quasi per un erbal fiume silente» Cit. G. D’Annunzio
Sono esimio io, nel senso più antico del termine,
come l’animale tapino approntato per il sacrificio,
forse il più eminente e bello esemplare del gregge.
Sono l’uomo nomade che vive in simbiosi col pascolo:
di notte sento solo il rumore del calpestio degli armenti
e sogno stazioni di posta che in realtà non arrivano mai,
ma di giorno posso vedere il mondo e vagar scompagnato,
pensando al Celeste Impero, in verde, e alla vita stanziale.
Sono l’esimio pastore sempre in bilico sulla mulattiera,
sono l’ippovia che costeggia la mente di Gengis Khan,
la crêuza che dal monte scende al golfo, in picchiata.
Sono il sentiero, il viottolo, la transumanza dell’ego,
un carruggio, il vento che increspa le acque calme:
perché alla fine, si sa, “è il mare che fa le strade”.
Sono esimio io, nel senso più antico del termine,
come l’animale tapino approntato per il sacrificio,
forse il più eminente e bello esemplare del gregge.
Sono l’uomo nomade che vive in simbiosi col pascolo:
di notte sento solo il rumore del calpestio degli armenti
e sogno stazioni di posta che in realtà non arrivano mai,
ma di giorno posso vedere il mondo e vagar scompagnato,
pensando al Celeste Impero, in verde, e alla vita stanziale.
Sono l’esimio pastore sempre in bilico sulla mulattiera,
sono l’ippovia che costeggia la mente di Gengis Khan,
la crêuza che dal monte scende al golfo, in picchiata.
Sono il sentiero, il viottolo, la transumanza dell’ego,
un carruggio, il vento che increspa le acque calme:
perché alla fine, si sa, “è il mare che fa le strade”.

Commenti
Movimento e fiato in questa poesia, quasi il lamento di un continuo andare quando invece si desidera pigrizia.
E' meravigliosa!
l'uomo che attende che anche il suo destino si compia, e che intanto cammina.
charlie
E' importante andare avanti mentre si attende il destino si potrebbero incontrare nuovi spunti per arricchire la nostra vita e agevolare i nostri passi
ciao Charlie
soprattutto sono felice di aver capito che il dolore lo si può lavare via solamente sublimandolo con l'arte.
e ci provo io! e ogni tanto riesco anche a regalarmi qualche attimo di tranquillità, di pace interiore.
chissà se qualcuno di voi ha mai effettivamente colto fra le mie righe quel silente urlo che si cela dietro la parola...