Le pareti raccontano vecchie storie.
Le case hanno anima.
Per chi sa ascoltare appoggiato ai muri
il cuore delle cose che assorbono
umane vicissitudini, umori fragili,
sogni mai confessati.
Questa stanza conosce i miei passi.
Le sue finestre sono occhi senza ciglia.
Una dimora assume un po' di vita riflessa.
Un battito nascosto come quello dei vegetali.
Le case raccolgono solitudini, abitudini.
Visitale dopo che i loro abitanti sono usciti,
intendo per sempre, senza ritorno.
Tu sentirai che un po' di loro è ancora lì
come un profumo evanescente
o uno sguardo fugace in dissoluzione.
Le case ci conoscono nell'intimo.
Sono corpi i cui scheletri sono balaustre, scale,
corrimano, fondamenta.
Una casa può assomigliare a un'altra
ma dentro resta unica.
Anche quando l'hai spogliata.
Anzi soprattutto quando resta nuda.
E quando la lasci in qualche modo ti ricorda.
portano al mare, impetuosi
strappano sassi,
nelle anse riescono ad allagare.
Puliscono via gli anfratti,
pieni di resti d'amore, e forse
così l'anima si scopre ancora pulita del candore,
del suo stupore, sa traslare davvero adesso,
aspirando confini.
Immagine tremula di te si specchia,
nell'acqua rimane solo il contorno
vibrante che svanisce.
Sotto la luce fioca del mattino,
candide le mani non sanno più
accarezzare la nivea pelle...
Scorrono fiumi e tutto tace.
Entro negli specchi
ed esco fuori.
Attraverso i muri
e sbuco
in un altrove
uno spazio- non spazio.
Supero i confini della notte
e del giorno
Si sciolgono gli oggetti
e navigo nella fluidità
I miei occhi
fotografano fantasmi
Smaterializzo consistenze
smaschero l'inganno
di questa finta solidità.
Me lo insegnano gli elementi
duttili e mutevoli
instabili e potenti.
Danza di sogni la realtà
senza bisogno di sonno.
Ho il cielo fra le dita.
Non c'è stagione
oltre l'oltre.
Se vuoi venire con me
appronta abiti sottili di luce
e una mente malleabile
ai disegni dell'ignoto.
Preparati a essere come l'aria
leggera ma invadente
in ogni dove.
Nessun anfratto
resterà a noi segreto
nessuna immensità
ci verrà preclusa
in un luogo- non luogo
ed un tempo- non tempo.
Hanno messo il cielo
in un quadro di sostanza,
la visione tattile di un qualcosa che si mostra sempre e solo da lontano,
eteree presenze a cui rifarsi quando si è pieni di domande,
le stelle
numeri in cornice,
marchiate solo perché tutti hanno paura delle cose senza nome.
Parole per creare, per conoscere,
parole per controllare.
Su una tela,
parole cadute.
Dall'alto
freddi silenzi,
i fantasmi nei celi di un tempo, pieni di oscurità.
Dal basso
chiacchiere scintillanti,
i desideri appesi sulle spiagge a mezzanotte.
Ordinate!
Coordinate
le stelle, riflesse sulle onde
numeri e parole,
perse fra le spole in fondo al mare.
Conosco le tre porte del tempo
le varco spesso
ma quello che non sai
è che le oltrepasso
tutte insieme
in un solo passo.
Vi trovo un viso bambino
un volto adulto
e uno invecchiato
uniti in uno specchio
quasi intangibile.
Sempre gli stessi occhi
scuri come la notte,
tre facce eppure solo una: la mia.
Sommando i climateri,
ricostruendo più volte
il mio essere, cellula per cellula,
alla fine cosa resta ?
Cerco il filo che mi lega
al cordone dell'origine.
Passato, presente, futuro.
La prima porta ;
un ingresso.
La seconda porta;
una stanza.
La terza porta;
un sepolcro.
Conosco le leggi del tempo
ma quello che non sai
è che io non esisto.
I muri trasudano giorni,
quelli che qui non ho vissuto
eppure conosco e ricordo.
Sfioro pareti umide di pianto.
Il silenzio ha una voce
strozzata nell'intonaco.
La stanza ha una pelle,
un cuore stanco che batte
appena percettibile
alla mano che vi appoggio..
Sussulti, sussurri, lamenti.
Grida di gioia, urla di dolore.
Ho percepito ogni cosa.
Sesso, nascita, morte.
Ho visto tutto senza vedere.
Ho potuto sentire.
Sono testimone di molti segreti.
Eppure non c'ero
o forse ero già fantasma
tra questi fantasmi.
Ora io sto per svanire.
Ne sono cosciente.
L'ultima strana foto.
L'ultima immagine impressa
sulla retina.
Poi solo buio ed oblio.
Morfeo m’innamora,
mi apre le braccia in silenzio.
Ma, le ombre non sono mute
anche le tenebre hanno voce.
Questo battito cadenzato
mangia i secondi ed arriva alle ore
è nenia per ciglia ormai pigre.
… Tic, tic, tic…
Pioggia fine cade nel viale
sfiora la calma, è ossequiosa
a tratti come intimidita.
Sembra un pianto che riga il viso
senza far rumore, al contrario, ora,
le fusa del gatto non fanno mistero.
... Ascolto!...
mi arrivano flebili sussurri del mare
portati dalle danze del vento.
Ed io qui, come ancora in grembo,
accanto al tuo sonno
ai questi sospiri lievi
a cogliere il pulsare del mio cuore.
Qui, in questa quiete che ristora
dove vita non muore, si assopisce.
Il caldo dall’inconsueto
puzzo di petrolio misto a farina
non mi lascia dormire.
L’alito di cacao e paraffina
del mangiafuoco pare entri
dal lunante della soffitta.
Non dorme il circo nella piazza
e pare non dorma nella sua cripta
neanche il conte Vlad
che infastidisce il sonno infante
di quel figlio che nella cuna,
tra mormorii e veglia baccante,
non mi lascia dormire.
Per il caldo dall’inusitato lezzo
di latte in polvere e urina mi affaccio,
e pare mi guardi con disprezzo
il mangiafuoco… pare cheta la cuna.
Mi corico in questa notte di caldo afoso
alla ricerca di quella fase rem
e di un poco di riposo.
Sentori di luce
nel sogno a occhi aperti
un cielo fatto di stelle passate
cala il sipario.
Esso ti mostra gli anni addietro
che come fotografie
scorrono
uno dopo l’altro
non celando nulla.
Ogni minimo dettaglio
è apoteosi
vedendo che il tempo, là
non si è fermato.
D’intensi profumi e piacevole tatto
è fatto il ricordo
e un pizzico di magia
tiene aperta quella porta del cielo
dove veglia il passato
e ti promette
che non dimenticherai mai.
Quieto e sereno
in seno alla vita esprimo
ciò che dentro sento
a gran fiato gridato nel vento
certo che non sbaglierà strada
è un ottima guida
un segno di un passaggio perpetuo
non è un dettaglio superfluo
e invito tutti a parlare al vento
un po’ per non tener dentro ciò che fa spavento……
infine ogni cosa ci ascolta se ogni divisione verrà dissolta
il suo dolce sussurro o grido impetuoso non ha alcun far vanitoso
come elemento etereo è di fatto, sia quieto e sereno non che d’impatto…..
ma questo serve per poter comprendere
che chi non muta forma si può disperdere….
nella malleabilità di una persona vi è un eco che in fondo risuona
a ricordare che tutto vive, scorre, muta e pulsa
anche nell’atomo che par cosa insulsa
vi è racchiuso lo scrigno e il segreto, che il soffio di vita è concreto
ben più di quello che si pensi, basta svegliarsi nel corpo e nei sensi
perché ora ripeto la chiave e il nesso
ed è che tutto nel cosmo è connesso…..
quieto e sereno sono nel sé e nel mio sentire
che una vita fantastica a da venire
ma sta a noi il dover permutare
la nostra persona senza indugiare….
un augurio a voi felice e sincero
e che mi caschi la lingua se non dico il vero…..
l'inspiegabile.
Un numero,
La tristezza
A volte anche
La fila di pini
mi accarezza.
Dai rami degli alberi
Nuvole scendono dall'alto.
Paura,
Mi seguono,
A nulla serve farsi domande,
Solo brividi di confusione

sento.....
poiche ascolto
non cerco, ma aspetto
meravigliato nell'essere mi capacito
del quanto l'apoteosi delle sponde
innevate, di sabbia, di nubi, di donna
conciglino soavemente la mia persona
aqquietato da codeste gemme
imparo che l' armonica danza del tutto e del niente
va compresa a pieno, tripudio dell'anima
è fonte incondizionata di luce eterna
fiamma dell'immenso regno materiale e non
dotto è colui che non accetta tutto ciò che è già scritto
da parola stessa evoluzione: ciò che era non è certo che sarà
TIC TAC l'orologio cosmico del moto perpetuo dell'ogni quando e poi
alimentato dal magnetismo astrale, giocoliere delle ere e del tempo
decide e deciderà.
Una presa di coscienza universale svelerà codesti trattati
già presenti nel me e nel voi
in realtà del fatto: che ciò che fai sarai.
Lo ricoprono, lo avvolgono di fredde carezze,
Spegnendo parvenze di calore.
Nevicata d'agosto che stupisci
Con il tuo arrivo inatteso,
Nascondi radici già germogliate
Sul languore del giorno.
Frammenti che si posano
Su memorie d'amore rabbrividendo.
E nella notte, raggi lunari
Rifletteranno ciò che rimane
Di una illusione che credeva
Possibile l'attesa.
Nuvole leggere,
Dove il volo è sospeso.
Piccoli tratti, linee senza un perché,
Scrivono destino e storie,
Scrivono di te, del tuo arrivo.
Che lento avrebbe cambiato
Parte del mio selciato.
Illuminato a giorno come sole d'agosto,
Sorriso contagioso che cancella il buio.
Cancella ...la mia parte nascosta
Fatta di ali nere e frammenti rotti.
Hai esposto al sole la mia pelle bianca
Senza alcuna protezione, tra i raggi
Si colora ma può anche bruciare,
Correrò il rischio, sotto il tuo sole.
Aspettando l'arrivo di baci e carezze
Aspettando le tue certezze che tranquille
Ancora non sono giunte.
Imparerò a conoscere il tuo sguardo,
Che a volte s'imbeve,
Amerò come candida neve.







