Sotto un acero e le stille di rame,
solo su una panchina e attendo,
ma non attendo più. Laggiù trame
di grattacieli e vetri in un crescendo
di riverberi. Perimetri di suoni
in quest’autunno che lento invade
la città, le fredde intersezioni,
e spinge foglie morte nelle strade.
Raccontavi di profeti e di calmi
angoli fra penombre e incenso,
eppure non s'acquietò nei salmi
lo smarrimento muto, immenso.
La skyline ferisce il tramonto,
raggi in tagli su spigoli obliqui.
Dove sei? Io non mi orizzonto
per rammarichi incessanti, ubiqui.
Sotto l’acero, come se aspettassi:
una cinciarella emette richiami,
dal sentiero tristi echi di passi,
malinconica sera fra i rami.
0-6 EE
ma ti ritrovo sempre accanto al cuore:
dopo un giubileo, così presente,
il tempo non lenisce il mio dolore.
D'acqua limpida tu sei la sorgente
del mio giardino sei tu il più bel fiore
accanto a me ti sento assai sovente:
continui a riscaldarmi col tuo amore!
Distanze di sguardi precisi in giacche a doppio petto
di parole sconosciute in ambiente domestico
di sentimenti sbriciolati da mani amiche
di abissi interni ammiccanti
Distanze a zero gravità in orizzonti familiari
Dove caparbia annaspo per evitare la sconfitta
giri di valzer mentre sogno
alla grande .
Battiti incessanti
il sogno si fa grande
la stella
cadente ti abbraccia insistente.
Se sogno , sogno alla grande
non voglio un sogno stancante ,
un sogno che improvvisa la mente
che unisce una storia non presente .
Passione non struggente
se sogno sogno alla grande
il cuore ha bisogno di gente reale .
Mentre il sole.sta per spuntare
il sogno si sveglia divertito ,
non ricordo di ciò che è stato
ma il sogno è stato divertente
e non male.
non sono prati sempre fioriti,
cerco serenità tra i miei ricordi
cerco il sole che illumina la mente.
Ciò che cerco non lo rincorro
nel cielo,ciò che cerco
vive nel mio cuore dentro.
Niente ipocrisie,niente rivalità
nulla che torturi l'anima
ciò che cerco è respirare limpida aria.
Non sono cose impossibili
di quelle cose che non esistono
no non cerco la rarità ,cerco il sole
che si specchia nel mare ,un girasole
mentre si riscalda ,un cuore buono
che solo ama.
Niente cattiverie verso.chi non
sa difendersi ,verso chi mostra debolezza
ciò che cerco sono anime buone con
tanta purezza. dentro.e fuori.
stelle cadenti.

Per strada in un attimo arriva la tua voce, i tuoi occhi
ed ecco mi sento a casa, mi sembra di capire tutto,
mi sento giusta
cammino adesso ad un metro da terra
io non so cosa ti do in cambio, e se sono sempre io dall’una e dall’ altra parte
ma tu ci sei,
ci sei, forte come una promessa che va mantenuta
ed ogni volta io giuro di non abbandonarti tra pensieri inutili
ma di portarti sempre con me tra sentieri di bellezza.
una mattina
le strade
dicevano la fine dei giochi
qualcuno affannato spiegava
altri in disparte guardavano punti distanti
rimasugli
forse di male
forse di bene
abbandonati in fretta
non piu sfondo
non più rima
non più fumo negli occhi
rumori di movimenti scombinati
nell'aria stantia
andare via…
andare via…
“Essere te vorrei per un istante
per immergermi nella tua malia,
nell’infinito tuo inebriante,
poi provare a tradurlo in poësia.” (1)
Così scrissi da arcano commediante
affetto ancor da un’avida empatia
sin da che ti conobbi, trepidante
pur tu di posseder l’anima mia.
“…s’io m’intuassi come tu t’inmii.”, (2)
del Ghibellin fuggiasco neologismi (3)
celestiali, che dir più non sentii,
or rammento in reciproci esorcismi,
narrati antichi incontri e tristi addii
dissacrando di noi pagani crismi,
così che anch’io m’intùo e tu t’inmìi.
(1) Dal mio “Immergermi in questa tua malia” (Club Poetico, 30.01.25)
(2) Paradiso, Canto IX, verso 81, che renderei con ”Se io m’immedesimassi in te come tu t’immedesimi in me”.
(3) “Ghibellin fuggiasco” è l’appellativo che a Dante diede Ugo Foscolo nel carme “Dei Sepolcri” (1807).






