Usami, sono la parola che colora il tuo pensiero,
sono il quasi inizio di una fine incerta.
E poi bevimi, che sono un milione di gocce d’acqua
attraversate dalla forza dell’illusione,
dal brivido che presto imparerai a provare.
Credi a me, alle mie tinte cangianti,
alla rivelazione che può seguire il fenomeno,
e alla rifrazione della mia luce sul tuo contorno.
Così sarò uno spettro, la gloria, la luce di Buddha,
l’arcobaleno che squarcia la notte di Valpurga,
mentre tu, ritrovata strega, mi insegnerai a danzare:
e ci toccheremo fino a confonderci,
per una notte, per un momento,
come solo i colori sanno fare.
Eccole qui le parole che mi mancavano
per descrivere la mia paura:
“sono solo e sono effimero
in questo viaggio fra mente e occhio”

Commenti