“Afrodite, profondamente addolorata per la morte del suo amante Adone iniziò a piangere; e come le sue lacrime toccavano terra si trasformavano in calendule.”
Come la corolla gialla della calendula,
anche il mio male sboccia
con la frequenza del mese lunare.
Nelle alterazioni cromatiche della mia iride,
o nei suoi mille aborti fiorali,
c’è dolore, dispiacere, il penar d'amore.
Ma fra noi e il fiore, c’è un pensiero soltanto,
come un piccolo infimo afide verde,
che si è insinuato nella cedevolezza estiva.
È un monito il suo, e una speranza la mia:
sono le alterne vicissitudini della vita,
dove ogni tanto fa luce, ma poi torna il buio.
Ed è già inverno qui in Liguria.

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charlie