Non ho orpelli né altari,
né ricorrenze né devoti.
Semplicemente sono:
suono di silenzio,
eco lontano
di vicinanze dimenticate.
Disciolgo pozioni
di sua santità emintessima
nei fondi di caffè di periferie in fiamme.
Abbraccio puramente carnale
alle anime incatenate
agli artefici di elucubrazioni
senza anima.
Sudore di profughi,
sciame di desideri
troppo pesanti per ascendere
verso un qualsiasi cielo,
tela di stelle e sottofondo
di canti di libertà di oppressi.
né ricorrenze né devoti.
Semplicemente sono:
suono di silenzio,
eco lontano
di vicinanze dimenticate.
Disciolgo pozioni
di sua santità emintessima
nei fondi di caffè di periferie in fiamme.
Abbraccio puramente carnale
alle anime incatenate
agli artefici di elucubrazioni
senza anima.
Sudore di profughi,
sciame di desideri
troppo pesanti per ascendere
verso un qualsiasi cielo,
tela di stelle e sottofondo
di canti di libertà di oppressi.
Commenti
Dio ci ha lasciati soli a decidere cosa è bene e cosa è male e ognuno è responsabile delle proprie scelte, molto profonda questa tu Paolo..
il Dio degli atei è un eco lontano di qualcosa che abbiamo vicino...di noi stessi...la nostra sofferenza....
ottima!