Pile di carta
salgono verso il cielo,
migliaia di segni mai capiti,
di inutili e vani memorandum,
di liste di cose che non realizzerò:
i fondamentali di una mente confusa
che conserva traccia di ogni male,
che si perde e che poi si ritrova
per poter sperare ancora.
Gli omini verdi sono qui,
calcano i miei pensieri
e irrompono sul foglio;
sciolti in pasta di crisocolla
o ridotti in polvere gialla di stelle.
Sono loro che tracciano queste traiettorie,
queste parabole, queste iperboli,
questi troppi scorci dolenti.
È forse illusione?
Ancora non so:
per me, al momento,
sono solo segni, orme,
solchi, impronte e graffi.
Nient’altro che mirabili parole,
che ahimè, non mi spiegano la vita.

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