“Perciò il Signore riversò una pioggia da sé, non pioggia d'acqua o di rugiada ma di zolfo e di fuoco, zolfo sul fetore della lussuria, fuoco sull'ardore della libidine, affinché la pena fosse il contrappasso della colpa.”
In quale girone non saprei,
solo sopravvivo per quel filo di aria
che passa attraverso le effe del violino;
e dall’incredibile mondo della cassa armonica
io non posso altro che ammirare la tua delizia
Meno male che sei priva di imperfezioni tu,
e che la tua personalità è intarsio in osso
su legno antico, l’acero dei Balcani,
la sperimentazione che si fa
arrendevole maturità.
Meno male, amore mio,
perché perlomeno siamo vicini,
legati insieme da mano d’artista,
da una musica soave e ipnotica
che ci sa lasciare ammaliati:
quando vuole lei, però,
intanto che io grido
senza emettere
lieve bisbiglio,
e mi affretto
ad entrare
nella mia
ultima
orbita.

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charlie