esplodono
penose facce in taglienti ritagli,
lacerano
nude carezze su rive d'appigli,
poi si lasciano a marci venti d'oblio
lacrime gelide,il mare che riempie.
Sui vuoti,le nebbie,
odo lì sensuali indolenze,cadute
su strade,la pioggia,
colma bicchieri d' argute parenze.
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