La mattina mi affaccio alla finestra
per vedere il sorgere del sole,
la terra ancora umida di rugiada
quasi mormorando si risveglia.
La luce timida come un’amante
abbraccia emozionata la natura,
con affetto l’inonda di dolcezza
e in quell’istante germoglia la vita.
Le nuvole prendendosi per mano
si stiracchiano un po’ svogliate
e il cielo maestoso come matrona
dice addio alla luna che scompare.
Gli uccellini cinguettano come tenori
tutti in festa per il nuovo giorno
e mentre l’ultima stella si nasconde
si accendono i colori del mondo.
Questo incanto lo racchiudo in cuore
sapendo che niente è immortale,
e anch’io per legge naturale
non so per quanto ancora ne godrò.
Una leggera brezza mi accarezza
e mette in subbuglio i miei pensieri,
mi dovrebbero seppellire qui
e continuerei a starci da regina,
Libera traduzione di una mia poesia in lingua madre sarda
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E di questo sorattutto, GRAZIE!