«Se la vita non è più che un male, la morte non è un male, anzi un diritto, il sacro diritto naturale di chi soffre a liberarsi dal male».
Giacché
tu ed io
siamo
nati
già
morti,
e di perire
nuovamente
non se ne parla
per almeno ancora
un’altra breve vita,
con coraggio
ti dico
fin
d’ora
che io, al
prossimo giro,
non andrò da solo
verso il cielo Empireo
con la sua candida rosa:
porterò con me i ricordi.
Tu insegnami a morire
così che io possa
imparare a
vivere,
ed
io
riuscirò
ad esistere
per dimostrarti
che la vita terrena
non ha importanza,
che è luogo buio,
un lago
con
troppa
acqua nera:
quel qualcosa
che ci fa essere
per chi ci vede,
per gli altri,
ma mai
e poi
mai
per noi-
poveri-stessi.
« L'uno vive la morte dell'altro come l'altro muore la vita del primo. »

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