( Maestraaa, ci racconti una storia?)
Un dì dal mare verso i monti,
due aquiloni nel cielo blu volarono alti.
Spinti dalla brezza mattutina,
su un paese di collina si fermarono a mezz’aria,
il vento più di lì non li portò.
Tutti li ammiravano sorpresi, naso in su, all’orizzonte,
proprio lì nel punto in cui, ogni dì, spunta il sol nascente.
Anche i bimbi, più curiosi,
guardandoli facevano la differenza,
dandone giudizio dalla loro sola apparenza.
Alteri ed eleganti, volteggiando in aria,
parevan danzare, seppur nel loro aspetto tanto diversi.
L’uno loquace, radioso, dai colori caldi e brillanti,
pareva primavera, e col suo filo d’oro,
legato giù ai suoi piedi, mille bagliori,
alla luce riflessa del sole, agli occhi regalava.
Quale divo, mai, neppur per nobile causa,
avrebbe sciupato, di sicuro, la sua immagine curata.
L’altro, adorno era dei colori sobri dell’azzurro,
pari agli ampi spazi che lambiscono la terra.
Malinconico, pacato, nei suoi eleganti volteggi,
passava quasi inosservato, e sebbene il primo,
volutamente sembrava volergli fare ombra con se stesso,
lui tutto osservava da lassù, anche il bimbo in pianto,
tra le spine di un pungente roveto lui notò.
Pronto cercò aiuto al compagno d’avventura,
che, risapito era, per giusta sua risposta gli negò.
Mai avrebbe sfidato un graffiante e pungente rovo,
di sicuro logorato avrebbe il bell’aspetto
e spezzato ancor più il suo filo valoroso ….
Il vento vitale, venne in aiuto al sobrio aquilone,
offrì al bimbo il suo indistruttibile filo,
intreccio di incalcolabili altrettanti sottili fili d’amore,
e salvo felice, legato ad esso volò
tra le braccia preoccupata e piangente della mamma.
L’altro aquilone ahimè, vanitoso, più non volò,
il vento astioso, tra i rami di un pero lo impigliò,
e mille cardellini usarono il suo filo
per abbellire d’oro il loro nido.



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