Mi piace giocare con le parole distratte
barchette alla deriva delle storie
legni sui pensieri sollevati a fior di cuore
tra onde cullanti adagi di memorie
Mi piace confondermi con le parole
scialli caldi nelle stagioni silenti
del lavorio a trama d’idee colanti
sospesi a rendere chiara la magia
metafisica alba a chiave d’entropia.
Mi piace vivere con le parole
prolifiche muse di teorie e favole
declinate a testa in giù nel tempo
d’un tango intimo d’infinito involo.
Mi piace abbracciare le parole
quando nel sogno prendono per mano
la coscienza e la conducono lontano
al confine della psiche a riscrivere il destino.
Mi piace confondere le parole
alle piccole intenzioni in condizione affine
allo spirito esoterico dell’incanto musicale
fino a morire delirio di scrittura eccedente
schizzo d’inchiostro su un foglio di giornale.
Ma io non sono le mie parole
né loro sono la mia vita
in attesa della fine, io e loro,
ci facciamo compagnia.

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