Godi, fanciullo mio; se oltre la siepe
Immaginasti, e pur non giunga voce
Alcuna, qui su le mortali sponde,
Ch’avverse furono al tuo guardo un dì,
Odi ancor, tra le sparse genti e i campi,
Mormorare il passero e i tuoi canti,
Onde non posò il tuo stanco cor, né mai.
Immaginasti, e pur non giunga voce
Alcuna, qui su le mortali sponde,
Ch’avverse furono al tuo guardo un dì,
Odi ancor, tra le sparse genti e i campi,
Mormorare il passero e i tuoi canti,
Onde non posò il tuo stanco cor, né mai.

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IL MIO ELOGIO E LA MIA LIETA SETTIMANA.
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