Lungi ancora è il giorno,
quando solo imago sarai ai miei pensieri;
per le vie intanto vago sconsolato,
mentre il cuor non si dà pace,
mentre cerco la tua voce.
Ma tace ancora, e tace,
onde in quest’attesa l’attimo si fa infinito.
E tu, s’alle amate sponde mai
ti spingerà Nostos passato il dì,
quei lievi accenti cercando e quei sospiri,
straniero non ti giunga un sovrumano silenzio;
me non troverai lì,
ma ascolta l’aure, ascolta il vento,
forse un’eco riederà dell’amoroso tempo,
onde un rivo ti righerà il viso,
e morta la speranza:
l’antica favola tornerà, sì, come la vita,
ma nella mesta e pur dolce ricordanza.
quando solo imago sarai ai miei pensieri;
per le vie intanto vago sconsolato,
mentre il cuor non si dà pace,
mentre cerco la tua voce.
Ma tace ancora, e tace,
onde in quest’attesa l’attimo si fa infinito.
E tu, s’alle amate sponde mai
ti spingerà Nostos passato il dì,
quei lievi accenti cercando e quei sospiri,
straniero non ti giunga un sovrumano silenzio;
me non troverai lì,
ma ascolta l’aure, ascolta il vento,
forse un’eco riederà dell’amoroso tempo,
onde un rivo ti righerà il viso,
e morta la speranza:
l’antica favola tornerà, sì, come la vita,
ma nella mesta e pur dolce ricordanza.

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IL MIO ELOGIO E LA MIA LIETA GIORNATA.
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