Doglia non mi reca il pensier di quel tempo,
d’ogni ricordo mortal giaciglio
e del dolor muto lamento;
voce ch’ebbero, di fatto non avranno
né il patir né la gioia,
qual vita che mai vide luce.
Altro è il pensier che mi strugge
da codardo uomo e vile:
per le pene dell’anima lenir
ed accogliere il tempo che morte prelude,
qual impavida fonte a me darà l’ardir?
d’ogni ricordo mortal giaciglio
e del dolor muto lamento;
voce ch’ebbero, di fatto non avranno
né il patir né la gioia,
qual vita che mai vide luce.
Altro è il pensier che mi strugge
da codardo uomo e vile:
per le pene dell’anima lenir
ed accogliere il tempo che morte prelude,
qual impavida fonte a me darà l’ardir?

Commenti
Con tutta la bellezza del tuo animo, e la tua immensa rettitudine e umiltà.
Già, basterebbe solo questo a darti ardore e stima immensa, poichè sono qualità e virtù davvero molto rare.
Complimenti per la tua grande professionalità e un carissimo abbraccio........... ............HERA et stelle!
ESAUSTIVO IL PENSIERO POETICO.
LIETA DOMENICA LUCIANO.
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