Chi può spegnere il fuoco se ancora divampa
e si alimenta con caldi venti di scirocco
che dal deserto raggiungono il funebre mare
e la terra mortale stesa al sole? Ci hai provato
a dire che sono il passato e il tempo che gira
è tornato a ripetere la stessa risposta di sempre
c’è il fossato, lo vedi, è profondo, il solco
a forma di cuore slabbrato, degli occhi il calco
e il palco da cui recitare. Siamo attori, ombre
in movimento sul muro, ho visto il futuro la sera
che ho versato lacrime sulle tue guance, è stato
un volteggio di foglie, le faglie ampie a separare
i lembi dei pensieri dai sogni d’entrambi. Ti tocco
e ti sfioro le labbra, poi ebbra, la notte inciampa.
e si alimenta con caldi venti di scirocco
che dal deserto raggiungono il funebre mare
e la terra mortale stesa al sole? Ci hai provato
a dire che sono il passato e il tempo che gira
è tornato a ripetere la stessa risposta di sempre
c’è il fossato, lo vedi, è profondo, il solco
a forma di cuore slabbrato, degli occhi il calco
e il palco da cui recitare. Siamo attori, ombre
in movimento sul muro, ho visto il futuro la sera
che ho versato lacrime sulle tue guance, è stato
un volteggio di foglie, le faglie ampie a separare
i lembi dei pensieri dai sogni d’entrambi. Ti tocco
e ti sfioro le labbra, poi ebbra, la notte inciampa.

Commenti
CIAO!
Su un tessuto logico surreale e a volte dadaista, racconti le ragioni del cuore con un linguaggio sferrasgliante
e approfondito, che salva il dettato poetico dal solito linguaggio d'uso , ormai logoro e che chiede aiuto.
Grazie per essere riuscito ad attraversarmi il cuore............... Conplimenti
Struggente verità, malinconia perenne che rimugina sul dolore che non si dà pace.
Molto bella, sempre e comunque, la tua poesia... Ciao... ^.^