Neanche
un pesce corto
in questa lunga notte
per attenuare la mia noia.
Niente vento, niente rumore,
solo il cauto frinire del piombo
sul fondale di sabbia
e l'improvvisa
bestemmia
dell'uomo coi baffi.
Lui ci vive qui nel mare,
come l'angoscia nel cuore,
come lo stupore negli occhi;
ed io mi sento un estraneo
in questo quadretto
di vita altrui.
Sono
molto
più imperfetto io
delle mille mosche
che fanno inveire
quel povero
vecchio

Commenti
bellissima!
in questa poesia hai descritto benissimo
la tranquillità notturna vicino al mare,
interrotta dall'"iprovvisa bestemmia dell'uomo coi baffi",
un'accento forte, che turba la quiete, come un colpo di pistola nel silenzio,
e contemporaneamente,
riporta bruscamente il lettore-osservatore alla vera realtà delle cose
e rotto l'incanto della scena stessa
si sente improvvisamente di troppo.
Ottimo lavoro.
A Presto.