Come nomadi o come monadi invisibili
non ci siamo cercati, solo trovati sullo sfondo
di una tela di Monet. I versi metafisici sono
stati galeotti, il nostro libro della dannazione
Paolo e Francesca stanno leggendo Platone
quando si baceranno entreranno nel cono
di luce della libertà. Lo vedi questo fondo
del pozzo? C’è l’azzurro dietro le nubi instabili.
Come Dante siamo costretti ad andare in esilio
Firenze è lontana, siamo il partito che ha perso
ma senza sconfitta non ci sarebbe stato
l’immenso fiato della Commedia e “l’amore
che muove il sole e le altre stelle”. Lo splendore
della bellezza è ciò che ci nutre, l’agitato
confine di un territorio brullo, sterile e arso
la deriva non c’è, c’è l’infinito in questo ammalio.
Il corso degli eventi è ignoto, ma l’improbabile
è già accaduto e le sorprese sono il sale della vita.
Le coincidenze hanno parlato, la colomba
ha i colori del cielo, ma il mare è in tempesta
tornerà il sereno e si potrà fare finalmente festa
in questo spazio chiuso. L’angelo ha una tromba
per annunciare la pace, se la terra è ferita
sarà necessario cambiare. Nulla può essere immobile.

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