La prima volta che ti vidi
non mi piacesti.
Ricordo che con fare irritato
mi scansasti
perché ballavo troppo stretto
quasi immobile, sulla mattonella del parquet.
Poi ti rividi ai concerti della Gioventù Musicale,
mi sedevo sempre vicino a te,
perché la tua amica mi era simpatica.
Una domenica, chissà per quale impulso,
mi telefonasti:
avevi bisogno di un cavaliere per andare al cinema,
da sola i tuoi genitori non ti lasciavano uscire.
Ricordo persino il film, Darling, con Julie Christie.
Non eri poi così antipatica….
Tu da anni sei tornata fra le stelle.
Io non posso dimenticare che la mia vita di uomo
è incominciata e si è costruita insieme a te,
mi stimolavi a finire in fretta gli studi,
mentre ti preparavi, studiando il portoghese,
a seguirmi anche in capo al mondo,
nel mio paese natio; poi rimanemmo qui,
nel giro di tre mesi mi laureai, trovai un buon lavoro,
ci sposammo. Erano davvero altri tempi!
Dopo due anni nacque nostro figlio,
ma troppo presto ti ammalasti
della male crudele che per oltre vent’anni
hai affrontato senza timori, a viso aperto
ma che alla fine ti ha portato via,
io lo spero, in un mondo migliore.
Non ci sei, ma ci sei.
Nostro figlio assomiglia a te,
e quarant’anni della mia vita
sono indissolubilmente legati a te.
Non ci sei, ma ci sei, Carla,
e nello scrivere il tuo nome
mi sale forte un groppo in gola.
non mi piacesti.
Ricordo che con fare irritato
mi scansasti
perché ballavo troppo stretto
quasi immobile, sulla mattonella del parquet.
Poi ti rividi ai concerti della Gioventù Musicale,
mi sedevo sempre vicino a te,
perché la tua amica mi era simpatica.
Una domenica, chissà per quale impulso,
mi telefonasti:
avevi bisogno di un cavaliere per andare al cinema,
da sola i tuoi genitori non ti lasciavano uscire.
Ricordo persino il film, Darling, con Julie Christie.
Non eri poi così antipatica….
Tu da anni sei tornata fra le stelle.
Io non posso dimenticare che la mia vita di uomo
è incominciata e si è costruita insieme a te,
mi stimolavi a finire in fretta gli studi,
mentre ti preparavi, studiando il portoghese,
a seguirmi anche in capo al mondo,
nel mio paese natio; poi rimanemmo qui,
nel giro di tre mesi mi laureai, trovai un buon lavoro,
ci sposammo. Erano davvero altri tempi!
Dopo due anni nacque nostro figlio,
ma troppo presto ti ammalasti
della male crudele che per oltre vent’anni
hai affrontato senza timori, a viso aperto
ma che alla fine ti ha portato via,
io lo spero, in un mondo migliore.
Non ci sei, ma ci sei.
Nostro figlio assomiglia a te,
e quarant’anni della mia vita
sono indissolubilmente legati a te.
Non ci sei, ma ci sei, Carla,
e nello scrivere il tuo nome
mi sale forte un groppo in gola.

Commenti
Bellissima poesia...
Un saluto Falug...
Molto bella