Una piazza festosa e il profumo di una primavera ritrovata accolgono il giorno del nostro rivederci.
Incessanti tremiti percorrono le mie membra,
i tuoi argentei capelli celano solo in parte uno sguardo bramoso e rapace, a tratti ora avido e spavaldo.
Le tua pupille irrequiete si soffermano sulle sinuosità del mio corpo,
su ogni mio inconsapevole gesto o movimento,
gote purpuree ti svelano.
Le argute parole e il vezzoso verseggiare del fu ieri
appaiono ora quasi nudi, timidamente scomparsi nell'eccitazione dei nostri corpi.
Tutto parla di noi,
tutto tace.
Una danza sorda e sensuale s'insinua velenosa nel gioco perverso del falso apparire delle parti sociali.
Soli,
godiamo di solitudine e isolamento,
realmente crogiuolo di anima e vita.
Nulla più di questo,
nulla più esiste,
nè la profondità del mare,
nè il calore della terra o l'infinitezza del cielo.
Solo le tue mani che fintamente gentili sfiorano la mia schiena;
indosso un cappotto variopinto
ma ora conosco il segreto delle tue mani .
E'giunto il tramonto,
questi due tristi esseri si disgiungono,
permangono riflesssi di gote purpuree,
toccamenti amabilmente mentitori,
il sorriso radioso di un fanciullo;
immagini dipinte nel cuore accarezzate da un vento sottile,
muto testimone di qualche istante rubato alla fragilità di questa nostra essenza.
Incessanti tremiti percorrono le mie membra,
i tuoi argentei capelli celano solo in parte uno sguardo bramoso e rapace, a tratti ora avido e spavaldo.
Le tua pupille irrequiete si soffermano sulle sinuosità del mio corpo,
su ogni mio inconsapevole gesto o movimento,
gote purpuree ti svelano.
Le argute parole e il vezzoso verseggiare del fu ieri
appaiono ora quasi nudi, timidamente scomparsi nell'eccitazione dei nostri corpi.
Tutto parla di noi,
tutto tace.
Una danza sorda e sensuale s'insinua velenosa nel gioco perverso del falso apparire delle parti sociali.
Soli,
godiamo di solitudine e isolamento,
realmente crogiuolo di anima e vita.
Nulla più di questo,
nulla più esiste,
nè la profondità del mare,
nè il calore della terra o l'infinitezza del cielo.
Solo le tue mani che fintamente gentili sfiorano la mia schiena;
indosso un cappotto variopinto
ma ora conosco il segreto delle tue mani .
E'giunto il tramonto,
questi due tristi esseri si disgiungono,
permangono riflesssi di gote purpuree,
toccamenti amabilmente mentitori,
il sorriso radioso di un fanciullo;
immagini dipinte nel cuore accarezzate da un vento sottile,
muto testimone di qualche istante rubato alla fragilità di questa nostra essenza.

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UN AUTOBIOGRAFICO...
UN ESPLICITO POETAR...
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