Stanotte non si dorme,
gli occhi rifiutano
la barriera delle palpebre,
eppur sapendo che fuori è buio
vogliono comunque guardare.
Le orecchie sono tese
per percepire il più tenue fruscio
come se si fosse in un agguato di caccia.
Ma qui non c'è nessuna foresta,
solo la banalità di una camera da letto.
Eppure sento intorno me
la presenza di qualcosa di eccezionale,
una fata forse volteggia invisibile sopra di me?
Oppure da lidi lontani una sirena
canta senza interruzione il mio nome?
O forse in mezzo al bosco più sperduto
una ninfa guarda il mio riflesso
sulla superficie di una stagno fatato?
Niente di tutto questo.
La causa della mia insonnia
non è fantastica,
ma tremendamente terrena.
Sei tu, nel silenzio del tuo ricordo
che mi hai tolto il sonno,
con la promessa di ridarmelo
quando avrai avuto di nuovo
le mie mani tra le tue.

Commenti
per aver apprezzato.
A presto.
ed i miei complimenti
per aver sorbito l'essenza della mia prosa.
Che vuoi sono rimbambita!
Un saluto da Ibla.
Piove (governo ladro).