stringe un patto
con la mia fuga,
che penetra i lenti passi
senza mappa,
e un addio annodato
nel suo grembo.
Codardo è il mio respiro
nel pianto,
senza alito che dispieghi
ragioni ai tuoi occhi,
mentre scavo
il tuo duolo
nella radice amara,
che ti ferisce.
Non pregherò
candido perdono
che scende dal cielo,
come un velo
tra fioche candele di cera
tra le mani,
fradicio di tradimento
e amarezza.
Come ombra del passato
svanisco,
incapace di essere diamante
nei tuoi sospiri.
Strapperai il mio profumo
tra le mura,
lamenterai solitudine
nel piatto crudo,
laverai il tormento
che avvolgerà
il cuscino nei sogni
colorati di cenere.
Mi chiamerai in segreto
senza fiato, senza pietà,
ed io sarò bandiera
nel vento di fiele
che ingoia la dignità
di un cuore leale,
macchiato
da crepe segrete
a disfare
ogni fulgida ala del perdono,
che non discerne
rimorso sulla pelle
in tempesta imbelle.
Con quegli occhi così
e lo guardi così
in un certo modo
come solo tu sai fare
sono come la luna
in un giorno d'estate.
Nella notte e nel sole
quando il vento
fa poco rumore
io ti vengo a cercare
come un onda del mare
silenziosa... Misteriosa
e non sbatto una ciglia
senza farmi capire
con quegli occhi
che parlano d'amore
in silenzio come fa la notte
con le stelle
che accarezzano i sensi.
quel giorno di maggio
e come un fulmine
a ciel sereno
esplode all’improvviso
un’onda d’emozione
che mi rapisce il cuore.
Senza volerlo
mi trovo circondata
dalle tue braccia.
Lambisco col cuore,
con la mente,
con l’anima,
l’infinito..
socchiudo gli occhi
il respiro quasi si ferma
e qualcosa di ineluttabile
si manifesta e travolge.
I nostri cuori ubriachi
si uniscono insieme
in un abbraccio profondo.
Le nostre anime..
si sono cercate,
si sono trovate,
si sono fuse
in un unico essere.
Mi accoccolo con voluttà
fra le tue braccia
in quell’ istante
abbraccio il cielo e la terra
con tutto ciò che contiene.
Si dipana ora l’amore
in travolgente passione
e siamo uno..
sembra piombo.
Le tue ciglia giocano a nascondino
per celare la tua ombra
nelle nuove iridi che brillano.
Ed io taccio al tuo sorriso celato,
fatto di falso e briciole di speranza.
Le onde in corsa del mare,
dietro di te,
sembrano una platea,
un applauso frastornato
di rabbia e rancore
che non mi lascia respirare
il tuo profumo, che appare estraneo.
Ed io resto immobile,
con le mie gambe fragili, senza terra.
Sento il mio cuore morire
nel petto, accettando il tuono
delle tue bugie sulla pelle.
Brucia questo squarcio
nel silenzio che cade.
Ed io resto a guardarti rinascere
da vecchie rughe,
vecchie pagine scritte
dal nostro amore ingiallito,
dal tempo che, come sabbia, scivola.
Nel sapore d’amaro
che le tue mani raccontano,
allontanando le mie,
spiegano confini.
Ed io, inerme, sciolgo il nastro rosso
e libero lo lascio precipitare
nel vuoto che punge.





