L’amore per la famiglia è una gran bella cosa ! E’ quello stato d’animo che ci tranquillizza, che ci fa sentire amati e coccolati e, noi uomini, che siamo il primo baluardo preposto alla sua difesa, amiamo tanto essere avvolti dal calore che esso ci regala. Io sono fortunato, tra l’altro, perché ho una famiglia eccezionale, una moglie gran lavoratrice e anche se al mio arrivo non mi da il solito bacio del rientro, so che lo fa perché avrà lavorato tanto in mia assenza e ancora dovrà farlo per qualche ora. In compenso ho due figli meravigliosi che si danno da fare a scuola e non mi danno pensieri di alcun genere .E’ vero, potrebbero prendermi la borsa dalla mano quando rientro, ma non lo fanno perché ancora sono “intontiti” dallo studio e dalla quotidiana lotta ingaggiata col computer dalle prime ore del mattino. Ho anche una suocera amorevole…con sua figlia e mi astengo da ulteriori commenti ! Ah, dimenticavo, ho anche un gatto che non viene a farmi le fusa ai polpacci, preferisce continuare a dilaniare la mia amata poltrona, incoraggiato dai miei familiari ! In compenso, però, ho le mie beneamate pantofole e la mia adorata poltrona antigatto che sono il mio rifugio dopo una giornata di lavoro. E poi la cena, serena, senza battibecchi…se stiamo tutti in silenzio ! Anche stasera sarà così, penso affrontando l’ultima rampa di scale, si perché l’ascensore è guasto, mannaggia a lui ! Apro la porta di casa è…in un silenzio d’oltretomba, arriva a passo veloce mia moglie, a cui fanno corolla i miei figli. Mia moglie mi bacia e mi da il benvenuto, i miei figli mi tolgono la borsa dalle mani e la portano nel mio studio. Mia suocera, appoggiata al battente del soggiorno, accenna un qualcosa che potrebbe essere un sorriso…dall’oltretomba ed anche il gatto, stasera si struscia alle mie gambe. Sono preoccupato. Non mi sembra un’atmosfera normale. Addirittura mi dicono che la cena è pronta e non posso passare nemmeno un secondo dall’amata poltrona per rilassarmi un po’. Faccio cenno alla padrona di casa sulla stranezza della situazione e Ovviamente mi vien fatto segno di tacere e di andare a sedermi a tavola. Ovviamente non reagisco, non ce n’è ancora motivo. Ovviamente, il padrone di casa, che sarei io non deve chiedere…mai ! Quello che mi stupisce, mentre mia moglie fa le porzioni, è l’attenzione che tutta la famiglia ha verso di me, pensate mi versano perfino il vino nel bicchiere ! Mi preparo al peggio ! Mi schiarisco la voce per dare vita ad una discussione, ma vengo messo subito a tacere. Ecco, penso, siamo al “redde rationem”! L’amore della mia vita, con molta nonchalanche, mi informa :
· Caro, dopo cena, faremo la prova costume.
· Come ? Cosa facciamo ? – dissi inebetito guardandola negli occhi, smarrito -
· Facciamo quella prova che si fa per vedere se il costume dello scorso anno ancora è buono.
· Ma io non l’ho mai fatta…perché dovrei, d’altra parte, sono sempre lo stesso, non sono ne ingrassato né dimagrito.
· Ah, si ? E quella panza che ti porti appresso da dove spunta ?
Mi guardo e la vedo. Terrore ! Cerco goffamente di tirarla indietro, inspirando, ma quel demonio di mia suocera si avvicina e mi conficca un artiglio proprio li, provocando un’espirazione tremenda che manda metà della minestrina sulla tovaglia ! Al che mia moglie prende la palla al balzo e mi chiede di andare in camera a misurare il costume.
· Ma come - obietto- devo ancora cenare.
· E cosa vuoi cenare di più ? Metà minestra l’hai buttata sulla tovaglia e di secondo…non ho fatto niente, immaginavo che saresti dovuto dimagrire !
· Ma come, io non ho buttato niente è stata tua ma…
· Mammina non sarebbe capace di tanto, ma, si sa, quando bisogna trattare male qualcuno tu pensi subito a lei, la mia dolce mammina che non farebbe male ad una mosca.
E giù la prima lacrimuccia che se l’avesse vista Bobby solo, non l’avrebbe più cantata quella bella canzone ! Mestamente, andai in camera ad adempiere al mio dovere. Avevo appena smesso i pantaloni che la porta si apre spalancandosi e madre e figlia fanno il loro ingresso.
· Hai fatto, caro ?
· Chiudi la porta e caccia tua madre, meglio ancora, apri la finestra e falla uscire di la ! Sono ancora in mutande.
· E che sarà mai. Mica mia madre ti guarda e anche se lo facesse….
· …non potrei più rispettare i doveri coniugali ! Via ,via.
· Ecco vedi che pancione ! Non ti può stare. Ah ma domani a dieta.
Rientriamo in cucina e mi trovo a raccogliere le briciole sul tavolo. Avevo fame. Ma nuvole minacciose si addensavano all’orizzonte e la pioggia cadeva solo su di me. Il colmo lo raggiungo quando la mia dolce metà, con tutto il candore di cui è detentrice, mi dice :
· Caro, a proposito, quest’anno dove ci porti, al mare o in montagna ?
· Caro, dopo cena, faremo la prova costume.
· Come ? Cosa facciamo ? – dissi inebetito guardandola negli occhi, smarrito -
· Facciamo quella prova che si fa per vedere se il costume dello scorso anno ancora è buono.
· Ma io non l’ho mai fatta…perché dovrei, d’altra parte, sono sempre lo stesso, non sono ne ingrassato né dimagrito.
· Ah, si ? E quella panza che ti porti appresso da dove spunta ?
Mi guardo e la vedo. Terrore ! Cerco goffamente di tirarla indietro, inspirando, ma quel demonio di mia suocera si avvicina e mi conficca un artiglio proprio li, provocando un’espirazione tremenda che manda metà della minestrina sulla tovaglia ! Al che mia moglie prende la palla al balzo e mi chiede di andare in camera a misurare il costume.
· Ma come - obietto- devo ancora cenare.
· E cosa vuoi cenare di più ? Metà minestra l’hai buttata sulla tovaglia e di secondo…non ho fatto niente, immaginavo che saresti dovuto dimagrire !
· Ma come, io non ho buttato niente è stata tua ma…
· Mammina non sarebbe capace di tanto, ma, si sa, quando bisogna trattare male qualcuno tu pensi subito a lei, la mia dolce mammina che non farebbe male ad una mosca.
E giù la prima lacrimuccia che se l’avesse vista Bobby solo, non l’avrebbe più cantata quella bella canzone ! Mestamente, andai in camera ad adempiere al mio dovere. Avevo appena smesso i pantaloni che la porta si apre spalancandosi e madre e figlia fanno il loro ingresso.
· Hai fatto, caro ?
· Chiudi la porta e caccia tua madre, meglio ancora, apri la finestra e falla uscire di la ! Sono ancora in mutande.
· E che sarà mai. Mica mia madre ti guarda e anche se lo facesse….
· …non potrei più rispettare i doveri coniugali ! Via ,via.
· Ecco vedi che pancione ! Non ti può stare. Ah ma domani a dieta.
Rientriamo in cucina e mi trovo a raccogliere le briciole sul tavolo. Avevo fame. Ma nuvole minacciose si addensavano all’orizzonte e la pioggia cadeva solo su di me. Il colmo lo raggiungo quando la mia dolce metà, con tutto il candore di cui è detentrice, mi dice :
· Caro, a proposito, quest’anno dove ci porti, al mare o in montagna ?

Commenti
Vieni qua, più vicino, ho da darti un abbraccio grande e un bacio.
Grazie per questo tuo racconto: è il massimo dell'ironia per me.
Abbiamo bisogno di ridere e tu ce ne offri sempre occasione.
Non che tu sia uno qualunque, no, tu sei un tipo... "eccezzziunal' verament " !!!...
...ahhahaha... Ciao, tesò... ^.^