Cammino nella via principale
della mia città.
Città ormai spoglia di fantasie
che respira a singhiozzi
una triste vita.
Incontro, tante scarpe..
scarpe di mille colori,
sono diversi, poi simili,
nell’aria sento pesanti odori.
Ecco, queste mi piacciono
corrono saltellando
non hanno pensieri
e verso il futuro
stanno andando.
Di lato invece
passano eleganti
un paio di scarpe
color ..vuoto.
Sono assai carine
ma forse troppo pesanti,
dicono quelle alla mia sinistra.
Attenti, rispondo,
inciampate, che svista.
Rispondo ora con un cenno
ma saluto e non mi fermo
e vado ancora avanti.
Ho la sensazione
che ci sia qualcosa d’altro
oltre queste scarpe
nemmeno tanto interessanti.
Ci sarà pure un motivo
del perché vengono tutti qui
a sfoggiare cotanta
bellezza.
Niente, sono delusa.
Prendo la traversa
e torno a casa.
Una giornata persa
in una città da me diversa
dove scarpe noiose
ovunque incontravo.
Mi diede un sorriso
solo un paio di scarpe
malconce.
Vecchie e strappate
coperte di polvere grigia.
Finalmente alzai la mia testa
e vidi l’anima di chi le portava
aveva in mano un violino
occhi velati, vestito di nostalgia.
Il suono di una moneta,
intorno il fastidio
di scarpe orribili
nessuno lì si fermava.
Ne è valsa la pena
torno contenta
lasciando dietro di me
un’anima vera
che per me ora
dolcemente suonava..
della mia città.
Città ormai spoglia di fantasie
che respira a singhiozzi
una triste vita.
Incontro, tante scarpe..
scarpe di mille colori,
sono diversi, poi simili,
nell’aria sento pesanti odori.
Ecco, queste mi piacciono
corrono saltellando
non hanno pensieri
e verso il futuro
stanno andando.
Di lato invece
passano eleganti
un paio di scarpe
color ..vuoto.
Sono assai carine
ma forse troppo pesanti,
dicono quelle alla mia sinistra.
Attenti, rispondo,
inciampate, che svista.
Rispondo ora con un cenno
ma saluto e non mi fermo
e vado ancora avanti.
Ho la sensazione
che ci sia qualcosa d’altro
oltre queste scarpe
nemmeno tanto interessanti.
Ci sarà pure un motivo
del perché vengono tutti qui
a sfoggiare cotanta
bellezza.
Niente, sono delusa.
Prendo la traversa
e torno a casa.
Una giornata persa
in una città da me diversa
dove scarpe noiose
ovunque incontravo.
Mi diede un sorriso
solo un paio di scarpe
malconce.
Vecchie e strappate
coperte di polvere grigia.
Finalmente alzai la mia testa
e vidi l’anima di chi le portava
aveva in mano un violino
occhi velati, vestito di nostalgia.
Il suono di una moneta,
intorno il fastidio
di scarpe orribili
nessuno lì si fermava.
Ne è valsa la pena
torno contenta
lasciando dietro di me
un’anima vera
che per me ora
dolcemente suonava..

Commenti