La mia vita imperfetta,
dentro questo involucro di carne
e nervi si infrange,
si rompe livida contro la mia anima,
e lei ne esce ammaccata.
Sono stanca di respirare aria soffocante,
e riprendere il cuore tra le mani,
Puo pulsare senza paura,
per poi lasciarlo cadere e vederlo frantumare.
Ma non ho vie d'uscita,
solo teneri rimpianti,
sono come stormi di rondini
che sfrecciano alte nel cielo,
e distolgono lo sguardo dal vuoto.
E se pur viva, io non vivo,
lascio scivolare sulla pelle tutta la pioggia,
che arriva, e mi sento oramai
una parola da non pronunciare.
Il silenzio forse sarà la mia guarigione.

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Un caro saluto