
Al chiar di luna vorrei cogliere l’artemisia
per preparare una magica pozione
che ti riporti a me, mio diletto.
Di dolce assenzio m’ inebrierei
nell’attesa del tuo ritorno,
un calice colmo ne berrei.
Potremmo brindare insieme quel giorno.
Ecco che la luna dispettosa
s’adombra e va a seguire la penombra,
s’ammanta del suo velo scuro,
mi rimane solo la paura
di quel buio che rimbomba
sussurrando un silenzio senza eco,
d’un tempo senza tempo che fu.

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