se qualcosa si rovesciasse.
Se la lingua inaridisse
e gli occhi parlassero;
l'ipocrisia seppellita
senza onore delle armi;
occhi puri,
incorrotti dalla bocca.
Palpebre immuni
da ogni infezione.
Messaggi captati
in religioso silenzio.
Lunghi e interminabili discorsi
si alzerebbero trionfanti
sul ciarliero mormorìo.
Occhi fissi,
sganciati dall'imperio facciale,
saprebbero ridere,
senza arrestarsi.
I miei occhi, come duro marmo,
staranno volti invano al cielo;
coperto per sempre da un legnoso
sipario. Allora -mi dicono- ci sarà
un nuovo tempo, fatto solo di sogni.
Ecco il tempo in cui confido.
Perché chissà!
Forse -perduta al mondo-
ne inventerò di nuovi.
Sarò in qualunque storia,
le cambierò tutte
e in ognuna
t’incontrerò per caso.
Non vorrò lasciarti andare.
Mi farai ridere di te
dei tuoi stratosferici amori
delle tue sciocche lacrime per lei
Si. Ne riderò, vedrai!
Com’è vero che qui -seduta stante-
me la rido anche di me
che magari esisto nel non tempo
ed è l’ennesima volta che t’invento.
Nel giardino del Nilo,
nei pressi di Menfi,
come fossero incensi.
si corrompono i sensi.
come fumi leggeri,
l’eterna sorgente,
che sanno d’oriente.
che presto verranno
senza filtri o l’inganno.
riflessi di stelle,
dal cuore ansimante;
mentre vanno odorando
respirando...


al centro di un vivaio che germoglia
c’è la vetusta via dei cento pozzi
policromia di luci sulla soglia.
Ma a destra e a manca della strada corta
quasi a ridosso d’angolo più basso
tondeggia ognuna buca incontro al passo
dal diametro ridotto d’una torta.
Son pozzi bui e dentro ogni passante
senza mai esporsi addosso con lo sguardo
vi lancia un desiderio secco in versi
e la parola levita all’istante
di miele dolce effluvio in gola a un bardo
che il vento spinge giù negli universi.
Pesante d’acqua s’aggrappa e torce il muso
Che viaggio cari miei, piccoli cirri,
ho corso a destra e a manca
e adesso
stanca,

vorrei finire il tempo che mi manca
cullandomi nel vento,
ormai sfinita, e goccia dopo goccia
dare alla luce l’acqua,
per ritornar domani
bianca e paffuta leggera come un fiocco
di bambagia.
Perhè no,
un amore in 3D
senza prudenza.

Rivendica
Oro fuso
d’effetto.
per il giorno

Sogna un cielo di stelle per tetto
una coperta di onde di mare
che ti culli un po'.
ti basta un abbraccio
e una spalla dove riposare.
sulle labbra riponi le parole piu' belle
come anemoni dai mille colori
fioriranno per te.
il sapore di sale asciugherà la tua bocca ribelle
e il tuo corpo flessuoso di scaglie cangianti
nuoterà nel profondo degli abissi.
sogna...
sogna un cielo di stelle
con il tuo canto d'amor.

Morgana risplende
tra cielo e terra,
nei caldi raggi della stella madre
porti visioni e pieghi al tuo volere
il mare, le navi, l’oasi rapita.
Fata incantata, seducente visione,
sogno tra i sogni, di un mondo lontano.
Conduci i disillusi nel tuo porto,
lo sguardo perso su un orizzonte sbagliato,
speranza vana in una vita buona.
Morgana grande e brillante
nata dal mare,
abbraccia nel tuo cerchio i visionari,
Illumina il cammino ai sognatori
perché l’incanto torni in quegli occhi scuri
e le tempeste si plachino nei loro cuori,
finalmente liberi di navigare nelle calme acque
del tuo immenso mare.
prigione la paura
e maledetto si presenta
al cospetto della luna
dell'ossesso sono il principe
forcipe della iattura
e chi mi fugge alle spalle invano
stuola di servi
l'amara figura
proni al supplizio
nelle mie convinzioni
di chi in fondo obbedisce
alle proprie pulsioni
e mai che si sottragga
in proferir sofferenze altrui
obbligati al cammino
di ciotoli taglienti
e trascorsi bui
ma in fondo li ascoltate
sette i segreti miei
che sordi amate
nel mondo sopra di poi
son soli e son mari
e terre desolate
fanciulle del tempio
speranze inarrivate
che sorprendono del sogno
in un mondo di pazzia
che solo la ragione può
spazzare forse via







