Sognare spesso 
quel treno, fermo su
un binario morto, 
in una stazione sconosciuta. 

È sera, c è nebbia, 
aspetto qualcuno 
che non arriva. 

Quel treno così 
diverso da quello 
della canzone, 
ma nel cielo 
appare una stella
gigante, illumina 
ombre ed il sogno
svanisce....
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Profilo Autore: Grazia Savonelli  

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Apro le ali e plano lassù,

dirigendomi verso l'alba inquieta

scappando dalla presa della luna.

Passo tra le stelle ammalianti

che sfumano ma ancor scintillano,

perdendomi il manto blu del cielo.

Sorvolo montagne e le foschie

dove ho lasciato frammenti di me,

dove di me non c'è niente più.

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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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Mesi nuovi davanti a te, 
come le stanze di una
casa sconosciuta:
fuori le colline 
sono candide
ma nell'aria, al sole,
senti già sussurri
di primavera.
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Profilo Autore: Grazia Savonelli  

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Se fossi un angelo,
entrerei nella tua stanza
nel buio della notte e resterei li...
sdraiata accanto a te
ad ascoltare il tuo respiro.
Se fossi un angelo,
entrerei nella tua mente
e scaverei nel tuo cuore,
fino a trovare l'amore
e me ne approprierei
senza lasciarti scampo.
Non ti lascerei mai solo,
camminerei al tuo fianco
e ti proteggerei da ogni male
e dalle persone che ti odiano.
Poi lotterei contro quelle
che ti amano e vincerei,
perché nessuna mai proverà
l'amore che provo per te.
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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Ed io invece ristagno 

sul fondo adatto 

le pieghe al mio corpo,
lascio il mio peso morto 

sulle articolazioni stanche, 

immobile il capo sulla spalla 

preme il tempo che passa
senza alzare gli occhi,

e le braccia dal collo, stracci zuppi
muovono le polveri fluttuati,

le sole luccicano in mezzo al buio

ai pochi fili di luna.

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Profilo Autore: Lehel  

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Al risveglio raccolgo i fogli dei sogni
sparpagliati sul guanciale
e li affido alla vita.

Attenta li esamina
costruendo un ordine,
tentando una priorità.

Predilige, fra tutte,
le pagine bianche
che dispone sempre all'inizio
di un libro avventuroso,
a guisa di frontespizio;
e come se non bastasse
vi ripone myosotis azzurri
a segnalibri e promemoria,
aspettando paziente
il sogno più bello

quello che io non sono
neanche in grado di sognare,
quello che lei è sempre pronta ad avverare.
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Profilo Autore: Carla Vercelli  

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Con un triciclo rosso
farò il giro del mondo
la bicicletta senza freni
usata da bambino
quando l’aria era più chiara
e le strade impolverate
profumavano d’antico.

Con una stella di sceriffo
m’incamminerò deciso
verso strade sconosciute
pedalando alla rinfusa
per scacciare l’oppressore
l’inutile padrone
che affossa il nostro cuore.

Con una pistola di cartone
annullerò frontiere
sparando in aria
ma solo per intimorire
chi usa ancora le bandiere.

Con il coraggio di un coniglio
e il berretto da pompiere
brucerò dogane
lo stato
le chiese
e la costituzione
armerò un esercito
per la rivoluzione
soldatini di piombo
marceranno
verso un nuovo mondo.
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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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Il vecchio taciturno guardò

la mano tremolante, e capì.

Riprese a scrivere a fatica,

lentamente dell’avvenente

Mata di incrollabile fede

cristiana e comprovata etica.

Di lei s’innamorò d’un amor

corrisposto un condottiero

saraceno, tal Grifone…

S’interruppe, posò la penna

e rovinò nella sedia a dondolo.

Annusò l’aria e udì così prone

per un’ultima volta quel canto.

Lo trovò un mastro d’ascia di

quei luoghi guidato dal dolce

miagolio di una gatta nera.

L’animale sedeva sui ginocchi

dell’uomo, due gocce

di rugiada pendevano dai suoi

occhi alidi e il primo mattino

lumeggiò su due lacrime

allo stagno aggrappate al petalo

d’una ninfea laconica che le

adagiò tra le purezze più intime.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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In quella scrittoria di Capo Mulini

l’uomo sembra guardare trasognato

oltre la gora i mandorli in fiore.

E scrive di una bellissima ninfa del

mare e d’un pastorello perdutamente

innamorati, e della bile e dell’ardore

del ciclope invaghitosi di Galatea.

Vistosi respinto, e scoperto che lei

gli preferiva un mortale villico,

decise di togliere la vita al rivale.

La disperazione di lei impietosì gli dei

che tramutaron Aci in un fiume ciclico

che, riversandosi in mare sarebbe per

sempre restato accanto alla sua ninfa.

E quel flauto tornò a suonare armonico.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Ci mise del tempo a tollerare

quel termine “lapillare”.

Poi accettò il compromesso

con la sua penna il vecchio

taciturno, e tornò a scrivere.

L’amore può voler

dire aspettare.

La giovanissima Fillide prese

a scendere in spiaggia ogni

giorno sperando di vedere

all’orizzonte le navi che le

avrebbero riportato l’amato,

richiamato alle armi dal dovere

della guerra, accorata al pensiero

di mai più rivederlo.

Ormai certa che il suo Acamante

non sarebbe mai più tornato,

si lasciò morire di struggimento.

Sul finir dell’inverno, nonostante

avessero contribuito a tenerlo

lontano numerose avarie, fece

ritorno l’impavido guerriero.

La divinità protettrice degli amori

fedeli aveva mutato la giovane

in un mandorlo spoglio dai rami

vizzi, ma riconoscendola strinse

il tronco l’uomo dal rosso cimiero.

Pianse disperato e l’albero, come

percependo il tocco dell’amato,

si ricoprì di impalpabili stami. 

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Un pezzo di legno tornò

in superficie vivido,  mentre

il giovine non fece più ritorno.

Figlio di un pescatore, addietro

dalle sue numerose immersioni

tutti lo volevano dattorno

per sentir delle meraviglie viste.

Cola ardeva d’amor per Etna

e quando, scendendo ancor più

in profondità vide che la Sicilia

posava su tre colonne delle quali

una sdrucciolava nell’infinito blu,

piena di vistose crepe e segnata

dal tempo, per evitare che l’isola

sprofondasse decise di restare

sott’acqua sorreggendola.

Con la luna piena e il solstizio

d’estate lascia di puntellare

il piedritto per un istante una volta

ogni cento anni per riemergere

e riveder l’amata Etna lapillare.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Quello che leggerete

sono le ultime quattro dedicatorie

di un vecchio taciturno che attese

la sua naiade tra elegie e ninfee

nella scrittoria lungo una gora.

Al mattino salutava i nannuferi

in fiore, e si accompagnava dove

Etna divenne il frutto divino della

fusione tra cielo e terra, figura

che cima verso la volta, e la sfiora.

Sedeva sulle grosse radici,

e i piedi era come se penetrassero

nelle profondità della terra.

Quel giorno osservò un legno

che galleggiava arso e fuligginoso.

Quando Pan suonò il flauto divino,

echeggiando l’armonia del silenzio,

i fiori di loto mossero

passi di danza

cantando in modo melodioso.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Mani in tasca, per la via,
sotto alle scarpe sassi di pensieri
da calpestare, e tra i capelli ricordi,
di baci da dimenticare.
Il tuo cammino costante è arrivato
qui da me, e mi ha portato
fiori e ghirlande da odorare.
Io, ti ho donato sorrisi e luce,
Ma tra le mani, avevo
conchiglie e cavallucci di mare,
da proteggere ed ascoltare.
Sono la sirena che deve ritornare
in fondo al mare,
ora vuoi strappare dal tuo petto il cuore,
che non sa parlare,
per avere ancora e ancora luce.
Nella notte senza rumore, 
puoi davvero parlare.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

Questo autore ha pubblicato 496 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Sono nuvola
sospinta dal vento
faccio un viaggio nell'infinito
cercando spazi per adagiarmi
senza essere dispersa dal vento.
Sono nuvola e disegno nel cielo
facce buffe e animali impazziti
non ho paura del temporale
perché la pioggia fa bene alla terra.
Sono una nuvola
nello spazio infinito
libera di respirare.
Continuo il viaggio arrivo al mare
mi specchio in un onda
Dio come son bella!
Sembro un bel cigno.
Vorrei adagiarmi su quelle onde
ma il vento mi porta da tutt'altra parte.
Sono nuvola...
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Le parlo abbastanza spesso

sapete?

Intendo alla felicità.

Ovverosia è quasi sempre

lei a venire

da me, in verità.

Con la bacchetta di sambuco

saremmo potuti essere

invincibili,

ma noi tre insieme

lo siamo già

amici miei, e inscindibili.

Ciao Ginny, no

non smettere di stringermi

e forse non se ne andrà.

Su quel che ancora

resta di questo ponte,

ho la felicità.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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