non può ergersi al tuo elevato livello.
Sei un elefante alto,mastodontico.
Mi schiacceresti senza vedermi,
e una chiazza rossa
irrorerebbe, per un attimo
la terra bruna.
Pochi ricorderebbero,
persino che sono venuto al mondo.
La dipartita di un insetto dal mondo
è simile a un alito di vento.
Nelle fredde,buie tane di noi insetti
sarà celebrato un funerale
appassionato.
Lo spettacolo delle telecamere
non offenderà il nostro dolore.
Tu, o elefante,stramazzerai
a terra,
cagionando forte movimento
sussultorio.
Molti ricorderanno con piacere
l'essere ingombrante
che ha lasciato la vita.
I.
Se perdendo cotanto del tuo senno,
non trovi strada che non porti ad esso
e cerchi, la vita che resta, al cenno,
dimenticando te stesso e indefesso...
II.
Di chi coglie dal viso la paura,
e fabbrica un sorriso che è di ferro,
sulla loro sorte, più cruda, pura,
edifica e costruisci ben a sterro...
III.
Reca a loro il luogo dell’isteria,
lasciali al cordoglio della lor vita,
spingi oltre, dove giace, la follia,
e misura il lor passo dove invita…
IV.
Sentirai gemere stolte ragioni,
rivedrai nel tempo che li sgomenta,
nel passare di, inutili, Stagioni,
l’insana gioia che poi li tormenta…
V.
Al tratto della vita che il Mito pone
come senso d’un patto innominato,
da un Essere che, da noi, poi ripone,
ma non dona altro che ciò che è stato,
VI.
quel dimenarsi che l’orgoglio alterna
di sovente in mente e qui morale:
della Natura, che in vero, qui governa,
e lascia al bene un raffinato male…
VII.
Produci poi la speme del dissenso,
e troverai prigioni molto in voga,
costruendo, senza tregua, il consenso,
di chi del suo dire ne fa una droga…
VIII.
Li vedrai in lotta con gioie esatte,
nell’estasi di incerte realtà,
per vecchie fantasie, ormai, disfatte,
in molti luoghi e tempi e verità…
IX.
Una pace in sé distorta e corrotta,
vigila attenta sulla vita breve
e la guerra, che assai giova, è rotta,
in frammenti di Fato ancor più greve.
X.
Ma destati dal misero giaciglio,
messia del tuo stesso stupido affanno,
rimesta, poi contesta, lì dal ciglio,
d’arte e parte nel tuo muto inganno...
XI.
Lavori in corso di un’attesa gradita,
da chi nelle menti alterna la sfida:
una rimessa fede, emana, tradita,
il potere da cui sempre diffida…
XII.
In te vi è l’ombra che arranca alla luce,
oh nostra Umanità che poi ne rendi,
lo spazio, ben digiuno, che si riduce
per ciò che sei col passo da cui stendi.
XIII.
Il tuo dominio su questo bel Mondo
devi portarlo ben oltre il finito,
più di prima, adesso, ma dopo in fondo,
sarai ancora qui puntando il dito?
XIV.
Lì dove punti il dito c’è dolore,
e sei sempre tu che ne porti il peso,
che rimane appeso, al cuore, per ore,
che non sempre può essere difeso,
XV.
e la Follia che ogni tanto dirigi,
da te che sei attrice del tuo fine,
resta scarna, di intese, in dì grigi,
per l’unanime stato poco affine...
XVI.
Al ben sano integrarsi del guadagno,
d’una specie che reca solo attesa,
nelle reti, di chi lascia, al ragno,
gli insetti che al giusto non danno resa.
XVII.
Ma per adesso taccio alla tua stregua,
ignoro e perdono senza piacere,
che della vita c’è solo una tregua,
che anche se piace non si può sapere…
XVIII.
La morte che poi ci dona travaglio,
in seno alla vita poi si rinnova,
e tu che stolta, la contendi, al vaglio,
ti rendi vittima di ciò che prova…
XIX.
Termino il mio dire ad un nuovo inizio
il tuo messia oramai si è ben dimesso,
perché sappiamo che è un tuo bel vizio
contare più di quanto ti è permesso...
XX.
Ottenendo tanto dalla pazzia,
non trovi strada che non porti ad essa.
Lontana dalla mia misera via,
resta la tua sorte ormai già rimessa...

Oh nuvoletta, nuvoletta dove vai così di fretta?
Cammino e tu cammini per favore vuoi fermarti?..
“Oh mia bella signorina son la pioggia,
hai l'ombrello e non ti bagni
ed asciutta a casa torni!..”
“Oh mia simpatica nuvoletta se premetti!;
“ Per la strada vado a spasso mentre tu sparpagli acqua,
hai la pancia stratosferica,
ed acqua sporca ed inquinata addosso tiri,
e nel bagnarmi mi danneggi con
agenti tuoi inquinanti!”
“La nuvoletta s'avvilì; non vorrei danneggiar nessuno
vorrei annaffiar prati, boschi e fiori,
e non ho colpa alcuna se l'acqua ha
liquidi inquinanti, ma, apprezzo il tuo dire
e sposterò la traiettoria almeno
non bagnerò ne te e nessuno!”
“Signorina non dovrai mai lamentarti
se sulla terra ci sarà la siccità
ed ogni fiore appassirà e dalla sete la terra morirà.
Sole ed acqua son elementi complementari,
si attraggono creando vapori e
goccioline che van ad umidificar
il cielo e formano nuvole di pioggia o
neve a secondo della temperatura.
Non voglio far dispetti e per renderti serena
farò in modo e maniera che
sulla mia nuvola cadranno goccioline sane e
il veleno lo lascerò al suolo”!
“Nuvoletta, Nuvoletta disse la Signorina
volevi giocare, ma con grazia e
cortesia hai proposto la soluzione ed
amiche or siamo e così sia!
(ritornello)
Dimmi tu, se il cielo non c’è più,
non vedo più le stelle!
Solo luci distanti, a intermittenza,
dimmi tu, se il Mondo è rotondo,
io non lo so, quaggiù,
tu voli alta in pochi istanti
e io che aspetto sempre la notte,
con tanta pazienza, in fondo,
poi scrivo solo parole a catinelle,
scordo cosa c’è lassù,
così a volte verso lacrime a frotte.
(strofa 1)
Un giorno forse ci incontreremo,
in un altro cielo color cobalto
che esiste soltanto per noi
e con uno sguardo ci litigheremo
lo spazio di un arcobaleno,
in un luogo molto diverso da questo
più in alto di questo cielo,
più sereno, ma io non faccio testo
(ritornello)
Dimmi tu, se il cielo non c’è più,
non vedo più le stelle!
Solo luci distanti, a intermittenza,
dimmi tu, se il Mondo è rotondo,
io non lo so, quaggiù,
tu che voli alta in pochi istanti
e io che aspetto sempre la notte,
con tanta pazienza, in fondo,
poi scrivo solo parole a catinelle,
scordo cosa c’è lassù,
così a volte verso lacrime a frotte.
(strofa 2)
Un giorno forse ne rideremo
in un altro cielo faremo un salto
che faremo soltanto per poi
tornare dall’alto e ci inganneremo
e sarà soltanto in un baleno
e non saprei dire se desto o presto
e ben sotto questo cielo,
il pensiero, andrà fuori contesto.
(ritornello)
Dimmi tu, se il cielo non c’è più,
non vedo più le stelle!
Solo luci distanti, a intermittenza,
dimmi tu, se il Mondo è rotondo,
io non lo so, quaggiù,
tu che voli alta in pochi istanti
e io che aspetto sempre la notte,
con tanta pazienza, in fondo,
poi scrivo solo parole a catinelle,
scordo cosa c’è lassù,
così a volte verso lacrime a frotte.
(special)
Dimmi tu, cosa sapremo in più,
ne direi delle belle!
Fra le ombre restanti, all’esistenza,
dimmi tu, in un secondo Mondo,
io non lo so, lassù,
forse si leva alto in altri infranti
sogni che scordo sempre in grotte
di pura incoerenza, e affondo,
poi risento vecchi brividi che a pelle,
danno senso a quel blu,
così spesso mi rivedo in tante lotte.
(ritornello)
Dimmi tu, se il cielo non c’è più,
non vedo più le stelle!
Solo luci distanti, a intermittenza,
dimmi tu, se il Mondo è rotondo,
io non lo so, quaggiù,
tu che voli alta in pochi istanti
e io che aspetto sempre la notte,
con tanta pazienza, in fondo,
poi scrivo solo parole a catinelle,
scordo cosa c’è lassù,
così a volte verso lacrime a frotte.
La più tenera tra le margherite
con la sua corolla diafana
l'hai scelta tu
luna blu .
Pochi minuti per cibarti d'amore
pochi attimi per amare e morire .
Abbiamo tutti una luna blu
nella nostra vita
profuma di un dì Maggio
quando festoso rallegra i campi e si rovescia nel mare,
profuma di giovinezza
quando ai ricordi si commuove e con un volo leggero
cade nella malinconia ,
profuma di orme agostane
quando s'intinge d'essenza dai fiori
e poi scompare in un viaggio tra gli angeli .
La protegge a sipario un solitario grappolo di stelle
nascosta rimane vedetta dell'anima
sete in un bacio
fresco in un bicchiere
poesia in una goccia.
dai rari prati
agli alberi,
con punte di bianco
ed azzurro.
Giunta primavera
con la sua tavolozza
di colori,
solleva cuori tristi,
tra cinguettii
e sussurri.
Da lontano le città
fingono di dormire
ma ti hanno visto
e da finestre
piccoli sorrisi
spuntano.
dai miei ricordi
di un emozione senza tempo.
I colori prendono vita,
danzano sulla tavolozza,
mescolando e componendo
disegni d'arcobaleni indefiniti.
Frizzanti e vivaci, felici di riprodurre
quel che ho nel cuore.
Parlo con te, come se fossi
parte di me, ascoltandoti...
ascoltando le risposte
al bacio che bramo e ti chiedo.
E ti vedo... e ti muovi,
e respiri tra le sfumature tenue.
E poi vivi... sotto al tocco del pennello.
Ti dipingo un vestito di fiori
e le mie labbra sulle tue.
E mentre le tue mani toccano,
quel che nessuno ha mai sfiorato,
io entro per prenderti tra le braccia
per immortalare questo bacio
che vivrà per eterno sotto gli occhi
di un mondo sognatore.
con il chicco tutto passerà.
Una canzone di anni fa
mi riporta a giorni felici,
dove i problemi erano
solo scaramucce d'amore.
Chicco d'uva cancella questo
presente senza più magia,
ridammi un po' di serenità,
oltre il male, oltre
il dolore...
il cielo di batuffoli di cotone,
la mia pelle paragonabile a lana biancastra,
la tua capigliatura di taffetà inamidato,
e mia madre che si perde in una sciarpa di lamè
attraversando un ponte trasparente come un semplice velo.





