Un vento sfizioso mgirando e girando
srappò un fiorellino di un campo lontano.
Stordito che l'ebbe da mille volteggi,
cader lo lasciò in angusto giardino.
Tra fiori silenti e dai strani profumi
non perse il coraggio quel fiore piccino.
Lì sul terreno il suo posto trovò
e visse straniero cinto di sterpi.
Finché non tornò quel vento bizzarro
che vistolo triste, opaco e stranito
gran pena ne ebbe, così che provò
ad ancora strapparlo per poterlo all'infine
sul prato adagiare d'onde lo prese.
Ma il piccolo fiore udita la voce
del brutto rapace, si avvinse agli sterpi
chiedendone aiuto; allor non potendo
riiparare al suo danno, il vento pentito
a pianger si mise. Oh Dio! Che bufera
su prati e giardini. Il piccolo fiore pensò
d'annegare, ma mentre sfinito
nell'acqua annaspava, un raggio di sole
quel vento legava. Lo cinse ben bene
e via lo portò. Adesso il giardino
di lindo odorava, il fiore sorrise,
cantare voleva! Quando li accanto
udì passolini, poi -ridenti- vocine piccine
<<guarda che bello quel piccolo
fiore>>. Abbassarsi sentì la mano piccina
che lo strinse vogliosa e poi lo strappò.
Ma annusato che l'ebbe il caro piccino
di lui si stancò.Cadere lo fece e poi lo schiacciò.
srappò un fiorellino di un campo lontano.
Stordito che l'ebbe da mille volteggi,
cader lo lasciò in angusto giardino.
Tra fiori silenti e dai strani profumi
non perse il coraggio quel fiore piccino.
Lì sul terreno il suo posto trovò
e visse straniero cinto di sterpi.
Finché non tornò quel vento bizzarro
che vistolo triste, opaco e stranito
gran pena ne ebbe, così che provò
ad ancora strapparlo per poterlo all'infine
sul prato adagiare d'onde lo prese.
Ma il piccolo fiore udita la voce
del brutto rapace, si avvinse agli sterpi
chiedendone aiuto; allor non potendo
riiparare al suo danno, il vento pentito
a pianger si mise. Oh Dio! Che bufera
su prati e giardini. Il piccolo fiore pensò
d'annegare, ma mentre sfinito
nell'acqua annaspava, un raggio di sole
quel vento legava. Lo cinse ben bene
e via lo portò. Adesso il giardino
di lindo odorava, il fiore sorrise,
cantare voleva! Quando li accanto
udì passolini, poi -ridenti- vocine piccine
<<guarda che bello quel piccolo
fiore>>. Abbassarsi sentì la mano piccina
che lo strinse vogliosa e poi lo strappò.
Ma annusato che l'ebbe il caro piccino
di lui si stancò.Cadere lo fece e poi lo schiacciò.

Commenti
Di una dolcezza così preziosa e singolare... così rara direi, tanto che leggerti mi da serenità e grande benessere........... ..........Sono ancora incantata!
In quanto alla tristezza, la si trova quasi sempre nei racconti che mirano a spiegare ai bambini , gli effetti delle azioni
inutili e sconsiderate.
Qui infatti il fiorellino è riuscito a sopravvivere alla forza della natura, per poi soccombere alla mancanza di considerazione da parte degli umani.
Come certo saprete , ai bimbi si raccontano storie, per aiutarli a riflettere.
Se poi non piace la storia questo è un altro discorso; m'inchino ai gusti dei lettori.
Un saluto a tutti da Ibla.
Piuttosto, Ibla, qualche aggettivino se lo togliessimo si alleggerirebbero di molto versi e lettura. Per me, ai primi tempi, rimaneva difficile col mio scarso vocabolario non ricadere nell'usarli a iosa: parlo sempre per vissuto, in fatto di poesia.
Molto dolce come lo sono le persone sensibili e vere come te
Brava
Carla