Confeziono l’infinito mio incompleto
accovacciato in un silenzio solitario
e spendo matematica d’aurore
ad ispezionar illusioni,
a ripescar quaderni d’anima
catalogati dalla rugiada del mio petto
e sei concerto di battiti
sulla pelle del mio domani,
uragano di sogni accantonati,
margherite dalle sconosciute geografie.
Rincorro l’indirizzo del nostro cielo
ed il tempo m’assapora dolcemente,
rammenda chiacchiere d’immenso:
siam finestre d’universo
socchiuse fra le trame dell’amore.
