
Il silenzio polveroso
nelle anime rimaste sole
che respirano il tempo
che resta
e non fanno rumore.
Un silenzio che si estende
tra la pelle
e quel respiro
nell’ aspettar una telefonata
una parola soltanto…
ennesimo sospiro
di una vuota giornata
uguale a quella di ieri.
La solitudine lascia il posto
all’abbandono
quello totale crudele
eppure c’è negli occhi velati
ancora perdono
per figli tanto ingrati
incoscienti, di corsa,
ma realizzati.
Guardo questi occhi
di chi ha vissuto, ha dato
mani che tutta la vita
hanno lavorato,
ora disegnano
questi occhi una valle
e si curva la lacrima,
una sola
solcando il viso
cade sulle spalle
dove capelli bianchi
appena pettinati
nell’ aspettar figli
che non sono mai arrivati
fa brillare come diamanti…
l’ultimo respiro di un triste
e polveroso istante.

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