L’acqua si versa in incenso

profumo denso…magica  pioggia

si appresta a suonare acute note…

e i sensi s’elevano a farne cori.

 

E’ voce suadente

nel rovescio su ciottoli

e tegole e gronde.

 

Sui vetri opalescenti

un ticchettio dai colori forti

e non le si resiste…

Si assapora in un bacio

si coglie come nettare dal cielo

in stille di fluida primavera.

Solletica un riso malizioso

nel gioco di Dafni e di Cloe…

è apoteosi che sale

mentre incalza il ritmo di gocce

battenti sui fiati in rincorsa…

 

E dal camino il fuoco

sparso in fiamme rubino

compare appena, poi desiste

timido riflesso di tale cupidigia…

è luce scarna alla vista

tiepido ormai, e vano.

 

Non mi abbraccia di ardore

…e  più non mi accende faville.

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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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