A braccia conserte
chiudere un cerchio,
negare impressioni
col silenzio dell’occhio sghembo
la caduta del giorno è prossima
come succede al capo
ripiegato dal sonno
che non bastano i puntelli dei gomiti
di un qualche vuoto
il piombo
va a misurare l’altezza
Nel sommo silenzio
dei monti
da cui osservo il mondo
le alte vette
trafitte dal sole, similari
a cattedrali di luce
votate al cielo
E verso codesto cielo innalzo
il mio grido
che più non posso trattenere
libero il cuore
il sangue nelle vene
riprende a scorrere
riscaldato dall'abbraccio
dell'eternità divina
che mi assedia
Si aprono le porte
della cella
prigioniera innocente,
il passo inizialmente lento, incerto
evolve in volo
aquilone dai mille colori
giungo a te amore
col mio corpo
riscaldo le tue membra stanche
e … finalmente riposo
non aspetta
quello che attende
la sua corsa
per non perdere
il treno delle speranze
che allietano
questo miraggio
celestiale
corrotto dall'uomo
incapace
di essere sentimentale
onesto
a non abusare
del suo ruolo
prestigioso
che si vanta
nascondendosi
incolpando
l'innocente
sfacciatamente
al microfono
fingendo
di essere un Santo
miracolato
il tuo cuore
è in tempesta,
non riesci a parlare
perché piangi da un mese.
E' sparita di notte
dopo un lungo saluto,
ci sentiamo domani
poi il buio totale.
E' finita una storia
che durava da tempo,
come un'ombra inghiottita
mai più ritrovata
nel sogno d'amore
i suoi passi leggeri
tra i colori dell'alba.
E poi stanco
parli alla luna
quasi implorandola.
Tu che attendi
non sai
che i suoi passi
son lontani
e si perdono
tra mille sentieri
prima di fermarsi
dove cuor muore
di un forte dolore.
Il pesce con la spada tratta
farebbe a meno di sfidare l’aria
ma con l’occhio girato al mezzo bue
e alle sue coste nude
pensa alla dignità
di chi la testa conserva intera
nel mercato in mostra
ed anche nel ritratto
Ispirata a un particolare del dipinto di Guttuso "Vucciria"
C’è Scirocco nel futuro del mondo.
Vento sudato, vento dai colori scuri,
come la gente che sfiora quando nasce,
vento di sabbia….
di ricchezze per pochi, vento di povertà
e di un’ umanità disperata e costretta.
Vento di gente affamata e dal destino segnato.
Gente dagli occhi grandi
gente con poca importanza.
da nascondere alla nostra linda
e perversa coscienza.
C’è scirocco nel nostro futuro prossimo.
Porta con se libertà derise
e spaccio di infinite ignoranze,
vento che soffia con forza sui nostri corpi sazi
dal respiro corto e dagli appetiti giganti.
Vento che cancellerà stupide illusioni
di presunte ricchezze e di inutili certezze,
vento che presenterà il conto
per l’arrogante dispersione degli antichi doni
che un’illusa natura ci ha offerto.
C’è un vento sporco nelle parole dei potenti,
parole che spingono ad una modernità
laida, bugiarda…e inutile.
Vento che trascina con sé idee falsificate
di giustizia, di libertà, di vita illimitata,
spacciando per necessaria una democrazia allo stremo
che finge di pensarsi eterna
sapendo di sé che ha cinque minuti di vita.
E poi il niente.
Abner Rossi

all'orizzonte, in una delicata
gentilissima chimera, dondolante
che si veste a sera
preparandosi ad addormentare
l'organo vivente, negli amplessi
illuminati da sentimenti
dolci, di piacevoli parti, abbracciate
garbatamente
procurando immensi piaceri
alle sensibili pelli
e come dio, per un pretesto,
guardo il mondo.
Ormai giorno si è fatto
e chiaro m’appare.
La mano insegue il foglio
ma poichè il sogno è
in ombra, così veglia la mia
attesa.
Se non avessi
La luce e l’acque tacite,
compagna avrei la solitudine
e il lago dei miei occhi,
dove il sentire si attarda.
Presenti, le nostre cose,
non si colmano
di lontananza ma si contemplano
nella distanza.
Vivere di segni, può darsi.
O che si fermi pigramente,
il tempo.
ombre luci e rimbombi
Giro di città
al giro di vite
Ho perso
al semaforo spento
il segnale di te
fra ingorghi celesti
di onde anomale
oramai consanguinee
La bocca della verità
determinata sfinge
ha smesso d'interloquire
a intermittenza rigurgita monete
desistendo
Come sopravvivere
senza la tua voce
antidoto isolante?
Me ne sto quasi arresa
in gradito stand by
al parcheggio del gran circo
Ikea italian style
Magari dalla corsia
del fai da te
vedo arrivare Godot
scopre grandi disordini
in quella che chiamavi tesoreria
un nido di lucertole
sfugge veloce
come l’idea essiccata,
lo scirocco
ho solo due mani e più reperti
nella terra bollente
in bilico
mi lascio prendere
da un’eco improvvisata
salvifica carezza di chioma
e mi ubriaco d’aria,
più lontana di sempre





