Bucaneve di marzo,
vocaboli di luce
cuciti in grembo all’orizzonte
ed il tuo petto di rugiada
è pianoforte del mio silenzio,
lavagna dei miei sguardi,
rimario dei miei naufragi.
E ti scuci nella sera
come fossi vestito del mio pianto
ed un gomitolo di stelle
s’attarda nel mio infinito
come stelo del mio io.
Sospira un bacio d’eterno,
ti penso, in questa pioggia d’universo
che rammenda il cuor mio.

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