Mi sento zolla impoverita,
strappata alla terra, da quando non ci sei.
Ho radici che piangono i tuoi sorsi d’amore
e cambiano colore, vestono il grigio
come un campo brullo.
Filamenti sottili, fragili,
poggio nella terra della mia anima,
perché bevano del nettare vitale
che ancora vi sgorga.
Germoglieranno, lo so,
ed io ci resterò attaccata,
sempre.
Nutrirò la mia terra
che amore non dimentica,
perchè amore arriverà dalla tua,
da te,
ancora da te che mi hai plasmata.
Sarò radice, nuova,
abbeverata ed imboccata
da un misto d’amore e appartenenza.
Da quella zolla che mi hai lasciato,
viva,
da nutrire,
da interrare….
strappata alla terra, da quando non ci sei.
Ho radici che piangono i tuoi sorsi d’amore
e cambiano colore, vestono il grigio
come un campo brullo.
Filamenti sottili, fragili,
poggio nella terra della mia anima,
perché bevano del nettare vitale
che ancora vi sgorga.
Germoglieranno, lo so,
ed io ci resterò attaccata,
sempre.
Nutrirò la mia terra
che amore non dimentica,
perchè amore arriverà dalla tua,
da te,
ancora da te che mi hai plasmata.
Sarò radice, nuova,
abbeverata ed imboccata
da un misto d’amore e appartenenza.
Da quella zolla che mi hai lasciato,
viva,
da nutrire,
da interrare….

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