Svio pensieri
in tutte le distanze arrese
ed in tutte le stanze arse
ghiacciate dal nebbiolo
volli i miei stalli di cielo
alterandomi le manie;
se vuoi resto integro di voluttà spente.
E, stanza, ripetimi la notte
e quanto d'ombre a interferenza piana, appai;
(ho paura di usarmi le stelle a doppia punta, sopra).
Quasi è giorno, muoio; erigimi a festone
in chiavi d'arido schema
e scrollami.
M'indossai su di me
in notti freddamente calde
scesi milioni di anni
per concepire il presente
ad uno ad uno
restai nudo
sull'oltretomba ad osservare
la falce bianca danzare
ed è qui che mi fermo
amandoti più dell'odio
come i miei strali astrali
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Profilo Autore: fgl  

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