Poi ti accorgerai
che sei fuori dalla vita
come un elefante bianco
che non trova il suo cimitero
lo capirai da solo
altri per pietà non diranno
hai voglia a cercare una via
gli hanno cambiato nome
hai voglia a cercare
quel tuo compagno di scuola
non abita più qui
cerchi di ripartire e i tuoi voli
sono stati cancellati
incontri gli occhi di una donna
e senti che i tuoi si sono spenti
nella tua terra c’è ancora luce
e semi nei granai
ci sono rose azzurre e fiori bianchi
ma come le stagioni
pronti a perdersi nel sole.
“Ho bisogno di nuvole
il sole non si addice
al mio stato d’animo”.
che sei fuori dalla vita
come un elefante bianco
che non trova il suo cimitero
lo capirai da solo
altri per pietà non diranno
hai voglia a cercare una via
gli hanno cambiato nome
hai voglia a cercare
quel tuo compagno di scuola
non abita più qui
cerchi di ripartire e i tuoi voli
sono stati cancellati
incontri gli occhi di una donna
e senti che i tuoi si sono spenti
nella tua terra c’è ancora luce
e semi nei granai
ci sono rose azzurre e fiori bianchi
ma come le stagioni
pronti a perdersi nel sole.
“Ho bisogno di nuvole
il sole non si addice
al mio stato d’animo”.

Commenti
per comporre su un temi come
non tanto della vecchiaia,
quanto quello della solitudine coatta,
del rimanere da solo, fuori dal tempo e
e senza più alcun punto di riferimento.
I Miei complimenti più vivi.
Grazie per questa poesia.
Così introspettivo non ti ho mai letto e la veste fisica del tuo brano mi è piaciuta molto.
Quante facce hanno le solitudini? E le paure?
Tante ma, proprio perchè lo so, non ti manderò delle nuvole ma tante stelline.
Stammi bene, caro
Carla
Non ce ne accorgiamo fino a quando gli occhi di qualcuno, come specchi, riflettono il nostro sguardo vuoto.
Molto apprezzata questa tua poesia e anche molto sentita.
Un saluto da Ibla.