Trascorsi il selciato

come tempo andato.

Trascorsi gli attimi necessari

passando su mattoni già rari.

Presi il segno da un gradino,

trascinando dietro un celato segreto.

Nel mezzo che volge al declivio

ora odo del balzo il risciacquo sulla prua,

vedo il suonare lontano,

ascolto il colore d'un perduto mare.

Amo del grigio i toni,

aspetto che il palco restituisca doni.

Scendo nel basso ritmando uno stanco passo,

son polvere e fumo

nel frastuono sparso,

nuvola di me dal fuoco arso.

Banchine vuote attendono i miei versi

bagnando il pensiero

di rivoli d' amori persi.

Scivolo sulle colonne del molo

osservando in alto

dei dubbi il volo.

Nel fondo un pietroso arco

d'edera colmo

sa d'essere ultimo varco.

Fantasma appari,

fra nebbia e giostra

nel bianco cavallo scompari.

Oramai

son stanco,

son flutto di rima

e nel rifluire d'inchiostro

sbatto sulla sponda

sperando di partire con la prossima onda.





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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Commenti  

Grace D
+1 # Grace D 30-10-2017 17:35
Davvero molto belle emolto musicali questi versi che ho trovato incantevoli. Complimenti Giancarlo.

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