Inizia da qui
l’abbandono di terreno movimento
scivola e sguscia da pori invisibili
da nervi a corda
da abnormi lenti liquidi
d’esplosivo colore
è chiaro e tranquillo
riporta al contare
l’esser incisivo
alla nascita
al suo urlare
di vissuta scomodità
Lo lascio andare
quel che esce
dal suo trastullarsi nuovo
dal suo meravigliarsi sconosciuto
dal suo impetuoso sfogo
Lo lascio andare
come in ripida discesa
con sprovveduta conoscenza
con salutare impazienza
Finisce senza fine
Arrivando a nessun confine
Dilaga fino alla riga d’orizzonte
Ed oltre ancora
Asciugandosi la fronte
Sentendosi ancor respinto
Mai domo
Non dandosi per vinto
