Leggeri e insieme gravi
I nostri occhi
Cecità illuse , abbacinate
da dardi di sole
Il resto, foschie
Quanto pesa il buio
improvviso, profondissimo
quando preme sulle palpebre?
E quanto male fa 
la nostra precarietà
travestita da scudi
quando poi restiamo soli
a lottare con la nudità
di carne indifesa
esposta a gelo , fuoco e ferite?
Simulare stupidamente corazze
fallate e fallaci
Guerrieri disarmati da un sorriso
Combattenti uccisi da una lacrima
Ci fingiamo pietra
ma siamo vetro
rotto prima o poi 
da un vero masso.


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Profilo Autore: Sabyr  

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