Dalla mia casa osservavo una piccola casetta in collina, si vedono da lontano due comignoli sempre attivi, notte e giorno, estate e inverno, il fumo bianco si dilegua nel cielo.
Ho sempre pensato che ci abitasse una famiglia di contadini, guardavo quella casetta e pensavo... faranno il formaggio, la ricotta.
Tante volte ho pensato di andare a chiedere se mi facevano entrare, per assaggiare la ricotta.
Mi riportava indietro nel tempo, a quando la facevo con mia madre.
Non ho mai avuto il coraggio di avvicinarmi.
Un giorno grigio d’inverno, non ho visto il fumo uscire dai comignoli, mi son posta mille domande, mi mancavano le risposte.
Ho atteso fino al pomeriggio inoltrato, nella speranza che quei comignoli ricominciassero a emettere quell’ormai famigliare fumo bianco ma niente...
Decido di andare su in collina a vedere chi abita, a passo sostenuto arrivo su con il fiatone, vedo le luci accese, mi avvicino alla finestra, dentro delle persone con il viso cupo, triste, mi faccio coraggio busso ...
Viene ad aprirmi una ragazza giovane, con gli occhi rossi e gonfi di lacrime, saluto con una filo di voce buona sera...
Gli spiego con poche parole che ero preoccupata, visto che i comignoli non erano attivi, la ragazza inizia a piangere, mi fa segno di entrare, mi fa conoscere la madre e i suoi zii...
Comincia a parlarmi di un vecchietto, molto attaccato alla sua casa, ci aveva abitato per oltre 50 anni.
Aveva cresciuto insieme alla moglie i suoi figli, non voleva sentire parlare di lasciare quella casa in collina, la sua vita era la dentro.
Le lacrime scendono a fiumi, mi guarda e mi dice... era il mio nonnino...adesso sarà con la compagna di tutta la sua vita la nonna ...è mancata esattamente un anno fa lo stesso giorno che è mancato il mio nonnino.
Ho sempre pensato che ci abitasse una famiglia di contadini, guardavo quella casetta e pensavo... faranno il formaggio, la ricotta.
Tante volte ho pensato di andare a chiedere se mi facevano entrare, per assaggiare la ricotta.
Mi riportava indietro nel tempo, a quando la facevo con mia madre.
Non ho mai avuto il coraggio di avvicinarmi.
Un giorno grigio d’inverno, non ho visto il fumo uscire dai comignoli, mi son posta mille domande, mi mancavano le risposte.
Ho atteso fino al pomeriggio inoltrato, nella speranza che quei comignoli ricominciassero a emettere quell’ormai famigliare fumo bianco ma niente...
Decido di andare su in collina a vedere chi abita, a passo sostenuto arrivo su con il fiatone, vedo le luci accese, mi avvicino alla finestra, dentro delle persone con il viso cupo, triste, mi faccio coraggio busso ...
Viene ad aprirmi una ragazza giovane, con gli occhi rossi e gonfi di lacrime, saluto con una filo di voce buona sera...
Gli spiego con poche parole che ero preoccupata, visto che i comignoli non erano attivi, la ragazza inizia a piangere, mi fa segno di entrare, mi fa conoscere la madre e i suoi zii...
Comincia a parlarmi di un vecchietto, molto attaccato alla sua casa, ci aveva abitato per oltre 50 anni.
Aveva cresciuto insieme alla moglie i suoi figli, non voleva sentire parlare di lasciare quella casa in collina, la sua vita era la dentro.
Le lacrime scendono a fiumi, mi guarda e mi dice... era il mio nonnino...adesso sarà con la compagna di tutta la sua vita la nonna ...è mancata esattamente un anno fa lo stesso giorno che è mancato il mio nonnino.

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