Giochiamo ogni giorno
inconsapevoli dei nostri limiti.
Giochiamo per quanto ci è consentito,
il pulviscolo dell'universo sotto la mia lampadina.
Mamma, perché ho paura dei mostri?
loro mi parlano e si comportano bene
sanno godere dei loro umori veloci.
Mamma, perché mentre parlo con loro
penso di essergli superiore?
Perché ad ogni gesto gli vedo cadere una maschera
e cambiare la pelle?
Perché ancora m’illudo parlando di maschere?
La loro perfezione combacia con la natura di questo secolo.
L'istinto di una bestia è compromesso dalla ragione
e non vi è maschera se non la mia in ogni conversazione.
Io puzzo d'umanità per quanto cerchi di calpestarla.
Scendo a patti con la polvere e la materia,
m'incanto di sfondi luminosi, di piaceri nervosi,
mi spacco di emozioni che scoprirò soffocarsi
al risveglio del giorno dopo
quando svanisce ogni entusiasmo nel desiderio
di una buona colazione.
Oh mamma,
raccontami di storie mai narrate
e avventure che non rientrino in un'orma,
sorprendimi fino all'eterno incanto,
almeno fino al sonno,
nascondimi una pentola alla fine dell'arcobaleno,
la cercherò tutta la vita,
ma giurami che esiste.
Non farmi respirare a vuoto
e pensare a stento ad un cielo gonfio d'atomi.
Giurami che esisto e che questo abbia un senso,
mentimi pure, ma sii credibile,
convincimi fino allo svenimento,
fai un miracolo, lo aspetterò e penserò e aspetterò
e penserò ancora.
Ora andrò a letto e mi abbraccerò da solo.
Cercherò di dormire sperando all'indomani in una buona colazione.
Non traditemi.
inconsapevoli dei nostri limiti.
Giochiamo per quanto ci è consentito,
il pulviscolo dell'universo sotto la mia lampadina.
Mamma, perché ho paura dei mostri?
loro mi parlano e si comportano bene
sanno godere dei loro umori veloci.
Mamma, perché mentre parlo con loro
penso di essergli superiore?
Perché ad ogni gesto gli vedo cadere una maschera
e cambiare la pelle?
Perché ancora m’illudo parlando di maschere?
La loro perfezione combacia con la natura di questo secolo.
L'istinto di una bestia è compromesso dalla ragione
e non vi è maschera se non la mia in ogni conversazione.
Io puzzo d'umanità per quanto cerchi di calpestarla.
Scendo a patti con la polvere e la materia,
m'incanto di sfondi luminosi, di piaceri nervosi,
mi spacco di emozioni che scoprirò soffocarsi
al risveglio del giorno dopo
quando svanisce ogni entusiasmo nel desiderio
di una buona colazione.
Oh mamma,
raccontami di storie mai narrate
e avventure che non rientrino in un'orma,
sorprendimi fino all'eterno incanto,
almeno fino al sonno,
nascondimi una pentola alla fine dell'arcobaleno,
la cercherò tutta la vita,
ma giurami che esiste.
Non farmi respirare a vuoto
e pensare a stento ad un cielo gonfio d'atomi.
Giurami che esisto e che questo abbia un senso,
mentimi pure, ma sii credibile,
convincimi fino allo svenimento,
fai un miracolo, lo aspetterò e penserò e aspetterò
e penserò ancora.
Ora andrò a letto e mi abbraccerò da solo.
Cercherò di dormire sperando all'indomani in una buona colazione.
Non traditemi.

Commenti
Immedesimarsi è lasciarsi trasportare, Dostoevskij ne è un esempio. Molte volte, immedesimandomi nei miei personaggi e parlando tramite loro piango come se fossi loro! Anche perché siamo facciamo tutti un po' parte dell'altro e attraverso l'immedesimarsi esprimiamo ciò che sappiamo e proviamo ciò che prova l'altro.
Una poesia che trasporta, con le sue espressioni scevre di concetti obsoleti e con impliciti concetti di vita, molto bella!.