Andy...
non so chi sei
ma son tuo schiavo
Il ricordo costa molto
e io son debole e ferito,
anche il riposo è triste.
Andy...
per me sei già un fantasma
dai persi lineamenti,
ma io ti vedo ancora
e so che senti
il mio respiro sporto sopra i sensi.
Andy...
il tuo è un nome, un segno
così perduto e fragile
così chiaro e eterno,
volgiti al profondo
con Kregar non più solo
che regalerà al mondo
il suo urlo di fine secolo.
non so chi sei
ma son tuo schiavo
Il ricordo costa molto
e io son debole e ferito,
anche il riposo è triste.
Andy...
per me sei già un fantasma
dai persi lineamenti,
ma io ti vedo ancora
e so che senti
il mio respiro sporto sopra i sensi.
Andy...
il tuo è un nome, un segno
così perduto e fragile
così chiaro e eterno,
volgiti al profondo
con Kregar non più solo
che regalerà al mondo
il suo urlo di fine secolo.

Commenti
In breve: questa è una delle prime scritta a 17 anni o 18 max, quindi di quelle mie più intime e sincere, quindi più incomrpensibili perchè atte solo a''immortalamento di alcune scene altrimenti perdute.
Andy è la ragazza sconosciuta (slegata da qualsiasi evento vissuto) promessa mia sposa in un sogno di tanti anni fa, io l'amavo e sapevo conoscerla da una vita anche se non è così, come ho spiegato prima. Non volevo scordarla e così la imprigionai.
Ma se Andy, in una lettura senza spiegazioni, può essere tranquillamente vista come una donna esistita o ideale, Kregar non lascia spunti di comprensione
Kregar è un personaggio, protagonista della prima pagina di un romanzo da me iniziato tanti anni fa, che al 90% non sarà mai compiuto né continuato. Di quel romanzo scrissi solo la prima pagina e Kregar è un cavaliere che torna da una battaglia di 10 anni. Animato dal desiderio di rivedere la famiglia dopo tanti anni, superato un colle, nota che il villaggio è sparito, pensa lui, probabilmente spazzato dalla guerra. Disperato e unico supersstite della guerra, si toglie la vita, senza sapere che il suo villaggio si trovava appena sotto il prossimo colle, ove la moglie ogni mattina si recava per attendere suo marito in ritorno dalla guerra. Questa prima pagina in realtà era solo un sogno del vero protagonista del romanzo. Insomma il massimo del recondito sperso tra tra sogni e ricordi lontani.
Io li ho fatti stare insieme per dargli compagnia e dopo tanti anni, mir endo conto di come la follia fluiva spontanea e senza ironia.
continua il tuo romanzo mi piacciono molto le storie di questo genere e tu sei bravissimo...
io sono una inguaribile romantica
Interessante però il tuo voler sintetizzare in poesia delle "follie" come tu le chiami di gioventù. Anche questa mi è piaciuta.
Scoria e Kenji vale anche per me quanto detto da Rosaria .