Saltella e corre
rincorsa, impaurita
l'emozione dei luoghi
bianchi natura
limpidi vetri a ragnatela
disordinati
barcollanti venti
cocenti vie
Fichi d'India fra gli arbusti
abbandonati dall'acqua
impolverati dalla calce
che le case assorbono
fra grasse piante
azzurre ringhiere
Effluvi di salsedine, pesce
sabbia cotta
incrostano il paese
i capelli
la pelle
Stridenti versi di gabbiani sazi
ammarano al porto
nei cerchi dove il giocoliere sole
termina sbadigli
prima di scaldare
il respiro della luna
Fra gli ulivi e l'uva si placano i riposi
le pause ritrovate
la calma, nell'ambizioso vivere
Il cuore rallenta, senza ricordo
affidandosi al mare battente
sui faraglioni modellati
lasciando in dote
gli affanni
le corse
tutto il galleggiare

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