Nuda la mia lacrima si nasconde
in un singhiozzo a stento soffocato
tenta a risalire un'altra dalle vie profonde
dal cuor verso un pianto mai più arrivato
Ho bruciato le lacrime, a stento ne riconosco qualcuna
deformate le sopravvissute sono spoglie di speranza
ho ucciso la traditrice che scappava al chiaro di luna
mentre un sogno scolpiva ghiaccio nella gelida stanza.
Rinnego la mia immagine e fragile esistenza
e non piango più nella valle dei fiumi prosciugati
spingo in avanti i giorni nel carrello della penitenza
il resto lo butto nel passato, sono giorni mai nati
L'operaio addetto a raccogliere il passato
mormora per il brutto tempo a lui addossato
non essere così pignolo operaio ingrato
nell' osteria della vita ...all' oste il conto io l'ho pagato.

Commenti