![viaggiando[1].jpg](/images/utenti/Grace_D/viaggiando1_ee71c.jpg)
Non è finito il mio peregrinare...
ho sempre valige da riempire
e da svuotare, ostelli da abitare.
Stanze squallide e disadorne
m'accolgono con le brezze dell'ovest
che la notte la luna non riesce a rischiarare.
I miei giorni
non hanno mai fiori d'annaffiare.
Vivo da nomade,
lontani i giorni stabili e stanziali
quasi da non percepirne il sentore,
solo un vecchio organetto
col suo suono familiare
mi riporta ogni tanto
al mio vero essere reale.
Mi chiedo quale sarà il porto
del mio perenne mare
in cui potrò finalmente
ormeggiare la mia nave?

Commenti
Bella riflessione.
Brava.
Grazie dell'apprezzamento. Un abbraccio cara!
E' una domanda che lascia riflettere e in modo profondo. Forse questi tuoi versi lasciano più di una chiave di lettura.
Bello è andarsene per il mondo, cercando ed imparando, ma la voglia di ritrovare se stessi tra le cose di tutti i giorni,
percepire il proprio sentire, sentirsi accolto e non nomade alla ricerca di un punto fermo, è ciò che di più si desidera, in fondo.
...Forse "essere a casa" è importante come essere padroni di se stessi... Ma ovviamente è una lettura mia e ne vedo altre oltre questa.
Comunque sia i tuoi versi sono leggeri e piacevoli e tu sempre brava a regalarci emozioni.
Un abbraccio, ciao... ^.^
necessario alla nostra vita. Grazie del passaggio e del gentile commento. Un abbraccio di vero cuore cara,
Grace
avvolti dalla solitudine. Grazie del tuo passaggio Hera, un caro saluto. Grace
Non sempre tutto è facile ma questa è la vita. Molto bella Grace, un caro saluto!
IL SOLO PEREGRINARE... IL FARMACO ANTIAMAREZZA?
LIETA GIORNATA GRAZIA.
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Complimenti!