Alla sua festa, la vanità,
volendo ridere e scherzare,
invitò a festeggiare,
la furbizia, l’arroganza,
la malizia e tutti coloro
che, come lei, sanno solo vantarsi.
Invitò poeti, scrittori, musicisti,
compositori, attori, registi
e tutti questi si trovarono a loro agio,
perché si sentivano a casa loro,
come la maggior parte degli artisti
che d’arte e d’apparenza vivono.
Però di due, si dimenticò,
l’amore e l’umiltà,
che considerò povere e banali
e di scarsa visibilità.
Purtroppo, anche se molti
le decantano in parole e scritti,
e spesso le dipingono ed esaltano,
subitamente, le dimenticano,
raro, chi le fa vivere dentro di sè.
Come sbagliò, povera vanità,
credette di avere la ricchezza
e non si accorse
di coltivare, all'inverso, la povertà.

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Complimenti per questo splendido e condiviso testo, lieta serata !