Forte scuote la passione

mentre bevo la linfa

che scorre nelle vene.

Ha un sapore nero

il bianco candore della morte.

Ha un vestito scuro il manto che avvolge la luce.

Ha suono stridulo l'amore per la fine.

Dopo me il nulla sarà.

Non volti, non sguardi rivolti,

disinvolti,

sconvolti.

Non guarderà alcuno al sacello,

sfracello

del corpo,

disgusto mortale,

banale,

sacrale,

eppur normale.

Leggerà fra altri il ricordo

contorto,

immaginifico e immaginario

immaginato e dimenticato.

Tempo d'angusto essere,

essere angusto non tempra,

non costringe,

eppur costretto in forma non voluta,

desiderata,

agognata,

ripudiata,

odiata,

amata.

Or discerni tu al di là

senza soluzione,

tocchi, non percependo.

Non sai,

mai saprai.

Spengi un lume per me,

spengilo e sfoglia il libro dei sapienti

fallo per me

ancora una volta,

ancora e ancora

finché non darà il giudizio suo.
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Commenti  

Ugo Mastrogiovanni
+1 # Ugo Mastrogiovanni 02-12-2017 10:47
Sfoglia libro dei sapienti...per leggervi tutto e niente forse, ma una certezza, quella fine che bellamente il poeta descrive e intorno alla quale, con la solita bravura, gira, gioca e riflette.

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